Il giorno dopo il mio quarantesimo compleanno, festeggiato in tutta tranquillità tra un pranzo ad un ristorante ed un pomeriggio al cinema con il nuovo bellissimo film di Quentin Tarantino, mio padre e mia madre se ne sono andati.
Noi abbiamo così ripreso il nostro tram-tram quotidiano, tra lavoro, casa, scuola, spesa e le lezioni private. Questa settimana mi sono recato nella nuova scuola, che si trova sulla riva opposta dell'Harbour di Sydney, in un quartiere molto ricco, Mosman. La scuola è proprio come me l'aspettavo, completa delle apparecchiature più moderne, ogni classe ha un proiettore già montato e pronto ad essere collegato a qualsiasi computer, una sala informatica con 15 postazioni fornite ognuna di un Mac e altre belle macchinette. In queste classi si svolgono i corsi per adulti, dai temi più disparati: cucina, danza, musica, arte, lingue ed il mio corso di letteratura italiana medioevale con Dante Alighieri.
I miei alunni saranno 9 e tutti over 60 ed in teoria tutti conoscitori della lingua italiana, almeno così mi hanno assicurato. E speriamo bene, poiché questa è la condizione che io ho chiesto come prerequisito, altrimenti sarebbe molto difficile per me poter fare Dante in inglese.
Dede intanto va avanti con il suo lavoro, continuando a segnare sempre nuovi punti. La scorsa settimana ha venduto un trattamento da 1000 $, tra lo stupore generale delle sue colleghe e della sua titolare che continua a chiederle se ci stiamo occupando di raccogliere informazioni sulla procedura di sponsorizzazione.
E infatti abbiamo cominciato...
La sponsorizzazione è un procedimento per nulla semplice, anzi richiede tempo ed una serie di prerequisiti indispensabili all'accettazione della domanda, come per esempio il superamento dell'esame di inglese da parte di Dede o la dimostrazione da parte del datore di lavoro che ha provato a cercare in Australia tra i residenti se ci sono persone in grado di ricoprire quel ruolo.
Inoltre, nel caso in cui la domanda dovesse aver successo, Dede sarebbe legata per 4 anni a quel datore di lavoro, senza avere la possibilità di fare un doppio lavoro o di licenziarsi, poiché a quel punto avrebbe solo 28 giorni di tempo per trovare qualcosa di nuovo prima di dover abbandonare il paese.
Tutto sta a noi nel cercare di capire ciò che ci conviene. Ed è quel che stiamo facendo.
RispondiEliminatrantràn [tran'tran]
fonosimb., s.m.inv., var.
sm
modo di vivere, ritmo di lavoro uniforme e monotono
e non tram tram
orca miseria, con tutti 'sti insegnanti di mezzo devo proprio stare attento!
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