Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

martedì 16 aprile 2013

Brava Gente

Oggi, martedì 16 aprile, la lezione era dedicata alle eroiche gesta dell'italica gente, presso le alture dell'Etiopia. In particolare alla così detta "caccia al moro" organizzata per punire quei barbari indigeni che si erano permessi, udite udite, di mettere a segno un attentato a quella graziosa persona di Graziani. Costui, personaggio candido, fulgido esempio di vita per le giovani generazioni, è un personaggio un po' discusso, poiché lo dicono responsabile di centinai di migliaia di morti tra la Libia e l'Etiopia. Ha perfino collezionato l'inserimento del suo nome all'interno della lista dei criminali di guerra stilata dall'ONU dopo la II guerra mondiale!
Pensate che sia finito in galera? Ebbene si, ma per soli 4 mesi (un immigrato che si macchia dell'atroce crimine della clandestinità si arriva a fare anche un anno all'interno dei CIE). Costui fu presidente del defunto MSI e, poiché alcuni italiani volevano ricordare questo sant'uomo, ad Affile il Pdl ha pensato bene di erigere l'anno scorso un sacrario a lui dedicato, con i soldi della regione Lazio, in un periodo di piena austerità.
Ma la Repubblica italiana non vietava l'apologia del fascismo!?
Vabbé non sottilizziamo, poiché ad uccidere circa qualche migliaio di indigeni a colpi di mazze, manganelli, benzina, bombe a mano, baionette e quant'altro, non erano solo i prodi, coraggiosi e valorosi combattenti in camicia nera, ma gente normale. Cioè civili, come autisti, commercianti, funzionari, che in quel giorno poterono sfogare tutta la propria rabbia contro chiunque avesse la pelle scura per le strade di Addis Abeba. Sia ben chiaro, lo fecero per dimostrare il forte amor patrio che albergava nei loro cuori di padri di famiglia, di uomini italiani, per l'appunto brava gente.
E per finire, ho puntato il riflettore su quell'altro personaggio di spicco, che così ben rappresenta le migliori caratteristiche della gente italica. L'astuto stratega militare, il condottiero formidabile, il guerriero indomito. Non avete ancora indovinato?
Ma è il Maresciallo Badoglio! Costui ha avuto una carriera cristallina, limpida, segnata da vittorie formidabili e illuminata da una intelligenza fuori dal comune. Il suo nome sale per la prima volta agli onori della cronica storica a Caporetto, verso il calare dell'anno del signore 1917. Il nostro eroe pare che comandasse, in quanto giovane ufficiale, proprio uno dei reggimenti che inspiegabilmente si trovò a cedere sotto l'attacco traditore dell'esercito austriaco. Senza neanche avvertire che stavano per muovere un assalto, quegli spregevoli aggredirono la trincea italiana, causando una delle più rovinose ritirate che la storia militare ricordi a livello internazionale. Nel giro di pochi giorni, il Regno d'Italia perse qualcosa come l'intero Veneto. Per consolare il poveretto, a cui nessuna evidenza poteva affibbiare una qualche responsabilità sul triste avvenimento, lo stato maggiore sabaudo pensò bene non solo di non punirlo, ma  di promuoverlo negli anni successivi, fino a farlo comandante in capo della colonia Libica. Alcune male lingue hanno poi messo in giro la voce che il giovane ufficiale fosse legato ad una confraternita di uomini da bene, una certa Massoneria. Ma ovviamente, come sempre in questi casi, non c'è mai niente di certo. In ogni caso, in Africa egli ebbe la possibilità di distinguersi nuovamente. Da autentico stratega visionario, cercò di ricollocare le popolazioni libiche all'interno della Colonia, sempre per il loro bene. Così 100.000 persone circa furono spostate per un tragitto lungo quasi mille km per raggiungere 13 "campi estivi" organizzati proprio per loro dagli italiani, sempre ansiosi di dimostrare la veridicità del detto "italiani brava gente". Purtroppo lungo la strada perì quasi il 40% della comitiva, ma questo triste incidente è da attribuire solo e soltanto alla loro debole e poco robusta costituzione dei libici e a nient'altro.
Proprio per queste sue doti, il Badoglio fu scelto per guidare la grandiosa guerra d'Etiopia, come scrisse qualcuno a quell'epoca, per ridare a Roma, dopo 15 secoli, il suo impero Immortale (finito dopo 5 anni-ndr). Entrato ad Addis Abeba il 5 maggio 1936, in modo fulmineo telegrafò a Roma per avvertire della sua altrettanto fulminea e gloriosa vittoria. Certo, rimanevano ancora le campagne etiopi da conquistare e assoggettare (l'Etiopia è estesa più di 1.100.00 kmq), ma in fin dei conti cosa potevano mai essere qualche campagnolo cafone, per di più africano!?
Così, il grande stratega, con grande astuzia, pensò bene di levare le tende, prima che qualcosa di brutto potesse far ricordare il triste avvenimento di qualche anno prima.
Qualche anno dopo, ebbe inizio quella che poi è passata alla storia come la seconda guerra mondiale e a causa delle sfortunate, ripetute ed inspiegabili sconfitte dell'esercito italiano da lui guidato, fu ingiustamente accusato e messo da parte.
Ma il nostro eroe, sempre con un fiuto da segugio, si fece trovare al momento giusto nel posto giusto: 25 luglio 1943. Dopo la deposizione del Duce, voluta dal Gran Consiglio del fascismo e dal Re, il maresciallo si assunse tutto l'onere sulle sue spalle di guidare l'Italia in quel difficile momento. Con la risaputa sagacia e l'infallibile senso strategico che lo avevano accompagnato per tutta la sua sfolgorante carriera militare dai tempi di Caporetto, fu tra i principali protagonisti delle giornate che portarono l'Italia a firmare la rovinosa resa con gli americani, consegnando l'esercito e migliaia di giovani soldati a quelle confuse e disastrose giornate dei primi di settembre 1943, quando molti soldati regi andavano ignari verso i nuovi nemici tedeschi a cercar protezione. Ma anche lì, le responsabilità del nostro Badoglio pare che non siano chiare...
In Italia, come al solito, poche cose sono chiare.
Cosa penseranno i miei studenti? Beh, li ho visti rattristati e qualcuno me lo ha anche dichiarato, ma se son intelligenti, come penso che siano, si ricorderanno della propria storia, e allora avranno un altro tassello da aggiungere al mosaico che raffigura la storia dei regni e delle civiltà gloriose.

venerdì 12 aprile 2013

Caldo-freddo, caldo-freddo

Caldo, freddo, caldo, freddo e poi di nuovo caldo di giorno (da non poter stare al sole) e freddo di notte (piumone sul lettone e abbracciati sotto per riscaldarsi a vicenda). Questo è l'autunno che stiamo vivendo.
Per noi totalmente spiazzante.
E sì, perché dopo che sei uscito da una notte così fredda ed esci la mattina presto ancora col freddino, ti bardi come per affrontare una tarda giornata autunnale padana. Ma dopo appena due ore, ecco che zac...., se la giornata è soleggiata, comincia a fare un caldo della madonna. Allora cominci a spogliarti, levandoti un indumento dopo l'altro fino a che la tua pelle non si trova nuovamente a contatto con i raggi solari.
Per un po', perché anche lì non è che puoi esagerare più di tanto. E non per un problema di insolazione, ma perché come ormai già ben sapete, qui il sole fa venire il cancro alla pelle. Mica si scherza nel paese delle meduse killer e dei ragni assassini.
Così, oramai acclimatato ad una piena giornata estiva, ti avvii verso la serata. Il sole, con il nuovo orario, cala verso le 6 e la notte stellata con l'orione capovolto è già ben visibile alle 7 e mezza di sera. Senza neanche accorgertene, mentre hai lo stomaco ancora caldo per l'intenso lavorio digestivo e sei vestito in pantaloncini corti, spaparanzato a vedere la televisione, ecco che cominci e sentire un freddo sempre più persistente. All'inizio, un po' per la noia, un po' per la fatica di alzarti, rimani lì davanti alla Tv tutto intento e concentrato a captare le parole che escono dalla bocca degli attori dei telefilm americani, per di più anche un po' incazzato perché dopo 10 mesi all'estero ancora non li riesci a capire. Ma quando sei lì lì per andare a letto, è oramai troppo tardi. I piedi nudi sono completamente ghiacciati. Il freddo è entrato fino a dentro le ossa. Ed i muscoli sono tremolanti. Così entri nel letto sotto le lenzuola fredde e assumi la famosa posizione fetale per cercare di riscaldarti e di prender sonno, sperando che quella notte, la fanciulla della stanza accanto, tornando ubriaca per l'ennesima volta a casa, non faccia troppo rumore.
A proposito. Ecco finalmente il libro completo da scaricare, con il capitolo dedicato al compagno Peppino Impastato

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versione pdf

martedì 2 aprile 2013

Grazie a te, Alan

Ecco che anche questo martedì 2 aprile è passato, almeno su questo versante del Pacifico.
E si è anche conclusa la prima lezione sulla storia d'Italia nel XIX e XX secolo. Gli alunni iscritti sono 7, sei del corso su Dante che hanno voluto riconfermare la loro presenza ed una studentessa nuova.
In verità, questa mattina sono arrivato a scuola un po' stanco e rintronato, a causa della settimana di pasqua lavorativa appena trascorsa, in cui ho prodotto la bellezza 510 kg di gelato, per un incasso di poco più di 10.000 $ aus. La mia schiena ne risente, manco li avessi portati in spalla tutti e 510 kg, così come i polpastrelli delle mie dita sono pieni di tagli e scottature da freddo. Ma in fondo son contento, perché finalmente sto lavorando più di venti ore la settimana, riuscendo a portare a casa qualche dollaro in più. L'unica cosa che mi da fastidio, è la sensazione di essere trattato qualche volta come un mulo. Sanno che lavoro, anche duro, sanno che ho bisogno di lavorare e quindi spingono sull'acceleratore, caricandomi sempre di più, chiedendomi sempre di più, mentre nessun altro è disposto a fare anche un po' del mio lavoro. Alcune volte, mentre io sono lì che alzo secchi pieni di latte, apro e chiudo lo sportello del mantecatore, prendo le vaschette ghiacciate del gelato dal freezer, vedo i miei colleghi che parlano, giocano o scrivono messaggi sul cellulare nei momenti di calma nel negozio, quando io non ho mai momenti di pausa.
In ogni caso, tornando a questa mattina, i miei studenti, sempre attenti e sorridenti, come al solito hanno dimostrato già di avere numerose conoscenze sulla storia del nostro paese e dei nostri eroi risorgimentali. E questo mi ha facilitato, e non poco. Perché ho potuto dare per scontato tutta la storia risorgimentale, con i suoi personaggi ed eventi. Mi sono così limitato solo a ricordare gli avvenimenti principali, dandone qualche pennellata, giusto per richiamare alla mente il contesto di sottofondo alla lezione.
Ho presentato il corso, ho spiegato il significato di alcune parole chiave del corso, tipo bracciante, brigante, latifondo, per poi mostrare il video che anche voi avete visto. Dopodiché ho presentato il fenomeno del brigantaggio, per concludere la lezione, concentrandomi sulla storia di Pontelandolfo e Casalduni.
La reazione, devo dire, è stata positiva. Meraviglia, stupore e attenzione. Penso che con oggi abbiano cominciato ad inquadrare meglio la differenza che esiste tra nord e sud nel nostro paese, o almeno hanno cominciato ad inquadrarla da un altro angolo di visuale. Almeno spero.
In ogni caso, ho ricevuto i complimenti da alcune di loro, dicendosi fortunate ad avermi qui con loro anche se per poco tempo, mentre altri hanno manifestato il proprio interesse raccontando espedienti di vita familiare, come Alan che ha voluto ricordare i due anni trascorsi dal padre nell'Italia del nord, rinchiuso in un campo come prigioniero di guerra, catturato in Africa del nord durante la seconda guerra mondiale.
La tecnologia ovviamente ha avuto un ruolo ancora importante, con i suoi trucchi, le sue magie e le sue meraviglie mi ha aiutato a rendere la lezione più attraente ed accattivante. Ma dopo la lezione di oggi, mi sono reso conto meglio di un aspetto decisivo, più della tecnologia. Una componente che era presente anche nel precedente corso su Dante, ma che non avevo colto, se non nel subconscio. Il fatto di aver scritto io il materiale di studio ha reso il tutto più unico. Non solo per me stesso, perché ho a disposizione uno strumento da me composto ad arte, ma il riconoscimento ricevuto da parte dei miei studenti per questo lavoro è stato grande. Loro lo hanno notato, mi hanno chiesto esplicitamente conferma se sono io l'autore del testo e mi hanno dimostrato il loro apprezzamento per questo mio lavoro. Alan mi disse: "Hai scritto tu il libro? Ti sei speso molto per questo corso. Grazie!"
Prego, grazie a te, Alan...