Ecco che anche questo martedì 2 aprile è passato, almeno su questo versante del Pacifico.
E si è anche conclusa la prima lezione sulla storia d'Italia nel XIX e XX secolo. Gli alunni iscritti sono 7, sei del corso su Dante che hanno voluto riconfermare la loro presenza ed una studentessa nuova.
In verità, questa mattina sono arrivato a scuola un po' stanco e rintronato, a causa della settimana di pasqua lavorativa appena trascorsa, in cui ho prodotto la bellezza 510 kg di gelato, per un incasso di poco più di 10.000 $ aus. La mia schiena ne risente, manco li avessi portati in spalla tutti e 510 kg, così come i polpastrelli delle mie dita sono pieni di tagli e scottature da freddo. Ma in fondo son contento, perché finalmente sto lavorando più di venti ore la settimana, riuscendo a portare a casa qualche dollaro in più. L'unica cosa che mi da fastidio, è la sensazione di essere trattato qualche volta come un mulo. Sanno che lavoro, anche duro, sanno che ho bisogno di lavorare e quindi spingono sull'acceleratore, caricandomi sempre di più, chiedendomi sempre di più, mentre nessun altro è disposto a fare anche un po' del mio lavoro. Alcune volte, mentre io sono lì che alzo secchi pieni di latte, apro e chiudo lo sportello del mantecatore, prendo le vaschette ghiacciate del gelato dal freezer, vedo i miei colleghi che parlano, giocano o scrivono messaggi sul cellulare nei momenti di calma nel negozio, quando io non ho mai momenti di pausa.
In ogni caso, tornando a questa mattina, i miei studenti, sempre attenti e sorridenti, come al solito hanno dimostrato già di avere numerose conoscenze sulla storia del nostro paese e dei nostri eroi risorgimentali. E questo mi ha facilitato, e non poco. Perché ho potuto dare per scontato tutta la storia risorgimentale, con i suoi personaggi ed eventi. Mi sono così limitato solo a ricordare gli avvenimenti principali, dandone qualche pennellata, giusto per richiamare alla mente il contesto di sottofondo alla lezione.
Ho presentato il corso, ho spiegato il significato di alcune parole chiave del corso, tipo bracciante, brigante, latifondo, per poi mostrare il video che anche voi avete visto. Dopodiché ho presentato il fenomeno del brigantaggio, per concludere la lezione, concentrandomi sulla storia di Pontelandolfo e Casalduni.
La reazione, devo dire, è stata positiva. Meraviglia, stupore e attenzione. Penso che con oggi abbiano cominciato ad inquadrare meglio la differenza che esiste tra nord e sud nel nostro paese, o almeno hanno cominciato ad inquadrarla da un altro angolo di visuale. Almeno spero.
In ogni caso, ho ricevuto i complimenti da alcune di loro, dicendosi fortunate ad avermi qui con loro anche se per poco tempo, mentre altri hanno manifestato il proprio interesse raccontando espedienti di vita familiare, come Alan che ha voluto ricordare i due anni trascorsi dal padre nell'Italia del nord, rinchiuso in un campo come prigioniero di guerra, catturato in Africa del nord durante la seconda guerra mondiale.
La tecnologia ovviamente ha avuto un ruolo ancora importante, con i suoi trucchi, le sue magie e le sue meraviglie mi ha aiutato a rendere la lezione più attraente ed accattivante. Ma dopo la lezione di oggi, mi sono reso conto meglio di un aspetto decisivo, più della tecnologia. Una componente che era presente anche nel precedente corso su Dante, ma che non avevo colto, se non nel subconscio. Il fatto di aver scritto io il materiale di studio ha reso il tutto più unico. Non solo per me stesso, perché ho a disposizione uno strumento da me composto ad arte, ma il riconoscimento ricevuto da parte dei miei studenti per questo lavoro è stato grande. Loro lo hanno notato, mi hanno chiesto esplicitamente conferma se sono io l'autore del testo e mi hanno dimostrato il loro apprezzamento per questo mio lavoro. Alan mi disse: "Hai scritto tu il libro? Ti sei speso molto per questo corso. Grazie!"
Prego, grazie a te, Alan...
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