Le piogge diminuiscono, le giornate sono più tiepide ed il sole diventa sempre più splendente in cielo. Una semplice parentesi o sono i preludi della primavera?! Si, non è solo una mia impressione. Ho chiesto in giro e tutti mi hanno confermato che la bella stagione sta per arrivare.
Infatti cominciamo a vedere una marea di motociclisti che si aggirano per le strade di Auckland, felici di poter girare senza prendersi freddo e acqua.
Ieri Bogdan se n'è andato. E' tornato in Russia, ma non era contento. Anzi, era molto inquieto. Il suo progetto era quello di rimanere qui con il suo lavoro, dermatologo, ma dopo la chiaccherata con una professoressa alla facoltà di Medicina, ha capito che la sua laurea e la sua specializzazione qui non bastano. Se vuole esercitare la sua professione, dovrebbe continuare a studiare ad Auckland per conseguire le qualificazioni necessarie. Ma il percorso è ancora lungo e costoso. Ha 29 anni e lui vuole cambiare vita. Non ne può più del suo paese, della situazione politica, sociale, della corruzione. Ieri, è arrivato a dirci che sarebbe disposto a fare il lavapiatti pur di rimanere qui, almeno per iniziare. E ho l'impressione che sarà quello che farà: un altro visto studentesco, questa volta con il permesso di lavoro, corso di inglese la mattina e poi lavoro, qualsiasi lavoro, sperando successivamente di poter trovare un impiego almeno nell'ambito della cosmetologia. E così riprendere gli studi per poter esercitare di nuovo il suo mestiere, cioè il dermatologo. Perché lui in Russia è già dermatologo, già lavora come dottore, solo che la sua paga è infima e totalmente al di sotto delle sue aspettative.
Bogdan dice che siamo fortunati, perché almeno noi possiamo tornare a casa e continuare la nostra vita, più che dignitosa. Siamo fortunati perché possiamo ottenere facilmente i visti per poter entrare in questi paesi, mentre lui deve portare carte su carte, documenti su documenti, aspettando mesi per poter ottenere uno straccio di visto.
Il mio amico Bogdan dice che è tutta colpa del comunismo!! Dice che è la più grande catastrofe sociale, culturale, oltre che umanitaria, che si sia abbattuta sul suo paese negli ultimi due secoli. Ha distrutto tutto, lasciando terra bruciata. Lasciando corruttela, ignoranza, una nuova classe di ricchi mafiosi al comando di un paese vasto, e poca, poca libertà. Dice che il comunismo ha spazzato via il meglio del suo paese, le sue teste migliori, la sua intellighenzia, fuggita all'estero oppure appiattita dalla mediocrità che ogni regime totalitario necessita. Probabilmente può suonare un po' nostalgico dell'epoca zarista, e probabilmente lui un po' lo è. In effetti ora che ci penso, con i suoi modi gentili e raffinati, con i suoi vestiti sempre perfetti e in ordine, potrebbe sembrare un personaggio della russia settecentesca o ottocentesca. Ovviamente lui sottovaluta la miseria a cui erano costretti la maggioranza dei suoi connazionali in quel periodo storico. Ma devo dire che il suo paragone tra il comunismo ed uno tzunami di 80 anni non è del tutto infondato.
Un abbraccio
Odissea, Libro I
'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'
'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I
'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I
venerdì 31 agosto 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Coincidenze!?
Stiamo cercando una prima sistemazione a Sydney e ovviamente ci siamo rivolti al moderno oracolo, Google che, come i suoi antichi predecessori, non sempre da facili responsi.
Non puoi rivolgergli qualsiasi richiesta, così come ti passa per la mente. Devi saper formulare la domanda ed inoltre devi saper interpretare la risposta, poiché potrebbe nascondere qualche tranello.
Il quesito, scritto in inglese, deve essere semplice, tipo flatmates Sydney e una volta cliccato sul bottoncino blu 'search', esce una cascata di probabili risposte.
Una di queste sembra al caso nostro, poiché mette in mostra una serie di annunci di appartamenti a prezzi accessibili anche per poche settimane. Ti devi iscrivere e contattare il proprietario. Dopodiché devi aspettare che sia lui o lei a contattarti per contrattare ed eventualmente concludere.
I prezzi si aggirano intorno ai 150 $AU a settimana, circa 120€, per un appartamento che comprende una stanza da letto piccolina, un angolo cottura, un angolo relax per un divano e TV, un bagno con lavatrice e asciugatore, alcuni hanno anche un balconcino. Sono tutti appartamenti situati in grattacieli nel centro di Sydney. Oltre all'affitto ti chiedono un deposito cauzionale per eventuali danni che puoi arrecare alle attrezzature della casa, ma non è necessario anticipare mesi di affitto.
Così abbiamo percorso tutta la strada senza troppi intoppi, fino ad un certo punto.
Il problema è sorto al momento delle risposte, poiché tutti i presunti proprietari sostengono di essere all'estero per lavoro, tutti fuori con la propria famiglia, tutti ad un corso di formazione!!! *_*!!
E tutti propongono, visto la loro assenza, di ritirare la chiave dell'appartamento al DHL dell'aeroporto di Sydney, pagando via internet l'affitto ed il deposito prima di essere entrati in casa. *o*!!!
Al momento abbiamo semplicemente risposto che vorremo qualcuno che ci aspetti nella casa per fare un controllo del suo stato. Solo a quel punto saremmo disposti a pagare la cauzione, prima no! Vediamo un po' cosa rispondono....
baci
Non puoi rivolgergli qualsiasi richiesta, così come ti passa per la mente. Devi saper formulare la domanda ed inoltre devi saper interpretare la risposta, poiché potrebbe nascondere qualche tranello.
Il quesito, scritto in inglese, deve essere semplice, tipo flatmates Sydney e una volta cliccato sul bottoncino blu 'search', esce una cascata di probabili risposte.
Una di queste sembra al caso nostro, poiché mette in mostra una serie di annunci di appartamenti a prezzi accessibili anche per poche settimane. Ti devi iscrivere e contattare il proprietario. Dopodiché devi aspettare che sia lui o lei a contattarti per contrattare ed eventualmente concludere.
I prezzi si aggirano intorno ai 150 $AU a settimana, circa 120€, per un appartamento che comprende una stanza da letto piccolina, un angolo cottura, un angolo relax per un divano e TV, un bagno con lavatrice e asciugatore, alcuni hanno anche un balconcino. Sono tutti appartamenti situati in grattacieli nel centro di Sydney. Oltre all'affitto ti chiedono un deposito cauzionale per eventuali danni che puoi arrecare alle attrezzature della casa, ma non è necessario anticipare mesi di affitto.
Così abbiamo percorso tutta la strada senza troppi intoppi, fino ad un certo punto.
Il problema è sorto al momento delle risposte, poiché tutti i presunti proprietari sostengono di essere all'estero per lavoro, tutti fuori con la propria famiglia, tutti ad un corso di formazione!!! *_*!!
E tutti propongono, visto la loro assenza, di ritirare la chiave dell'appartamento al DHL dell'aeroporto di Sydney, pagando via internet l'affitto ed il deposito prima di essere entrati in casa. *o*!!!
Al momento abbiamo semplicemente risposto che vorremo qualcuno che ci aspetti nella casa per fare un controllo del suo stato. Solo a quel punto saremmo disposti a pagare la cauzione, prima no! Vediamo un po' cosa rispondono....
baci
lunedì 27 agosto 2012
Tickets
Questa mattina abbiamo comprato i biglietti per Sydney!!! Ebbene si, mie cari lettori, il dado è tratto.
Come mai Sydney? Una serie di calcoli basati su molteplici chiaccherate con kiwis e italiani, conoscenze, ma soprattutto era così che cela sentivamo.
Ieri sera due biglietti venivano a costare 550 NZ$, oggi 340 NZ$ (i misteri del web?!). Così li abbiamo presi al volo.
La data è fissata per il 12 settembre, abbiamo già ricevuto il visto turistico e una volta arrivati lì dovremo essenzialmente girarci un po' la città, parlare con qualcuno ed informarci con le scuole. Insomma come abbiamo fatto qui a Auckland. Dopodiché, se tutto va bene, faremo l'iscrizione a scuola e la richiesta del visto studentesco. In questo modo speriamo di riuscire a trovare lavoro, per iniziare a fare esperienza, per incassare un po' di soldi, visto che ci stiamo mangiando i nostri risparmi. Poi speriamo che da cosa nasca cosa e chissà!
Al momento rimaniamo ad Auckland, trascorrendo le nostre giornate, studiando in biblioteca, ascoltando la radio, guardando la TV, uscendo con amici. Quando torneranno Matteo ed Anne, lasceremo la casa e partiremo con la macchina per Wellington, visto che il biglietto d'aereo viene a costare più o meno quanto il noleggio della macchina più la benzina. Oltretutto in questo modo potremo vederci il paesaggio e passare vicino al vulcano che due settimane fa ha eruttato. Nella capitale trascorreremo non più di due notti; tutti dicono che è carina, ma piccolina e molto, ma molto tranquilla.
Questa mattina splende il sole sul cielo della baia di Auckland e noi ci stiamo preparando per andare alla biblioteca di quartiere. Attraverseremo un parco verde in cui si trova uno dei più antichi tracciati maori, costeggiando un complesso scolastico enorme. Comunque ci porteremo l'ombrello dietro. Ormai abbiamo imparato, 4 seasons in 1 day!
un abbraccio!!!
Come mai Sydney? Una serie di calcoli basati su molteplici chiaccherate con kiwis e italiani, conoscenze, ma soprattutto era così che cela sentivamo.
Ieri sera due biglietti venivano a costare 550 NZ$, oggi 340 NZ$ (i misteri del web?!). Così li abbiamo presi al volo.
La data è fissata per il 12 settembre, abbiamo già ricevuto il visto turistico e una volta arrivati lì dovremo essenzialmente girarci un po' la città, parlare con qualcuno ed informarci con le scuole. Insomma come abbiamo fatto qui a Auckland. Dopodiché, se tutto va bene, faremo l'iscrizione a scuola e la richiesta del visto studentesco. In questo modo speriamo di riuscire a trovare lavoro, per iniziare a fare esperienza, per incassare un po' di soldi, visto che ci stiamo mangiando i nostri risparmi. Poi speriamo che da cosa nasca cosa e chissà!
Al momento rimaniamo ad Auckland, trascorrendo le nostre giornate, studiando in biblioteca, ascoltando la radio, guardando la TV, uscendo con amici. Quando torneranno Matteo ed Anne, lasceremo la casa e partiremo con la macchina per Wellington, visto che il biglietto d'aereo viene a costare più o meno quanto il noleggio della macchina più la benzina. Oltretutto in questo modo potremo vederci il paesaggio e passare vicino al vulcano che due settimane fa ha eruttato. Nella capitale trascorreremo non più di due notti; tutti dicono che è carina, ma piccolina e molto, ma molto tranquilla.
Questa mattina splende il sole sul cielo della baia di Auckland e noi ci stiamo preparando per andare alla biblioteca di quartiere. Attraverseremo un parco verde in cui si trova uno dei più antichi tracciati maori, costeggiando un complesso scolastico enorme. Comunque ci porteremo l'ombrello dietro. Ormai abbiamo imparato, 4 seasons in 1 day!
un abbraccio!!!
domenica 26 agosto 2012
Riflettere esercitandosi
Dovendomi esercitare nello scrivere in inglese, ho provato a buttar giù qualche riflessione sulla grammatica, per condividerla in rete....
perdonate gli errori di grammatica :-)
Studying English over the last three years, I have been aware of minor weight of grammar in English speaking countries.
When I was in Italy, I studied at the British Council and my teacher told me that grammar lost its importance during the last two decades in England.
Here, in New Zealand, one of my teachers acknowledged she never studied grammar at school. In addition another teacher, answering my question about the Saxon Genitive, admitted his ignorance about grammar. I was completely astonished. And this is not the end!
As I have been hearing over the last month in Auckland using the form ‘Do you have’ rather than ‘Have you got’ for the questions, I asked teacher which expression is correct. Well, she thought just for a moment and answered: “ ‘Do you have’ is the correct one, ‘Have you got’ is present perfect”
I am aware of modern approaches to teach languages and I am conscious of the minor importance of grammar in these strategies. Even if Italian schools are more conservative than British schools, in a similar way we can observe the same evolution in teaching our mother tongue.
The effects are evident, when people write they make several mistakes and in addiction these errors are accepted increasingly in different situations, at school, on news papers, magazines etc…
Our languages are losing stability, it looks like as the needs of communication are more pre-eminent than necessity of accuracy. Maybe this happens when languages are going to develop in new idioms. Maybe this is linked to the modern global and local changing.
On the other hand, to my mind, teachers should know grammar and try to teach it.
venerdì 24 agosto 2012
La scuola è finita
Venerdì ore 11.00 p.m.
Con oggi la scuola è finita, almeno per il momento. La decisione di non continuare non è dipesa dalla qualità dell'insegnamento ma da puri e semplici calcoli di convenienza. Dal momento in cui dovremo frequentare una scuola di inglese per 4-5 mesi, probabilmente 6, per poter avere un visto che ci permetta di lavorare, è inutile pagare ancora questa. Così per il momento ci fermiamo.
L'esperienza è stata comunque utile, e non solo perché qui abbiamo capito che questa è l'unica strada disponibile, ma anche perché è stata istruttiva. Per l'inglese ma anche per lo spaccato di umanità che ci ha offerto. Oggi, nel salutare gli insegnanti ed i nostri compagni di classe, abbiamo ricevuto molte manifestazioni di stima e apprezzamento. Ragazzi e ragazze di vari continenti, con lingue e culture differenti, nel salutarci è emerso quel che abbiamo in comune, siamo tutti in cerca di un futuro diverso, tutti con la voglia di vivere.
Non è stato semplice, la multietnicità è spesso faticosa e mette a dura prova i nostri migliori sentimenti. Può sembrare sciocco, ma le differenze culturali, anche le più banali, possono creare incomprensioni e dare vita a pregiudizi. Per noi mediterranei ridere apertamente, anche in modo chiassoso è spesso sintomo di convivialità e giovialità. Per molti asiatici è invece estremamente fastidioso se non addirittura irritante. Così come il semplice soffiarsi il naso: per alcuni è atto pudico da svolgere preferibilmente in privato, per altri è normale e comunque preferibile ad interminabili tentativi di trattenere il muco, tirandolo su ripetutamente.
Ci rimangono una decina di giorni da passare ad Auckland che trascorreremo tra viaggetti nei dintorni, cinema, momenti di studio alla biblioteca e cene con amici. Poi andremo a vedere la capitale della New Zealand, Wellington. Tutti dicono che sia una città molto più tranquilla e non oso immaginare cosa sia, visto che già Auckland ci sembra una città dai ritmi rilassati. Una compagna cinese di Dede dice che lì ci vivono pochi cinesi e, visto la loro propensione per il business, ci possiamo bene immaginare perché.
Sabato ore 7.00 a.m.
Sono le 7 del mattino ed il sole sta sorgendo ormai sull'Oceano Pacifico in tutta la sua estensione, illuminando il suo continente acquatico, l'Oceania; all'unisono lascia la vecchia Europa al buio della notte, sola sotto il suo manto di stelle, solo apparentemente in riposo.
Buon giorno, popoli dell'Oceano!
Buona notte, popoli dell'Europa e dell'Africa!
Con oggi la scuola è finita, almeno per il momento. La decisione di non continuare non è dipesa dalla qualità dell'insegnamento ma da puri e semplici calcoli di convenienza. Dal momento in cui dovremo frequentare una scuola di inglese per 4-5 mesi, probabilmente 6, per poter avere un visto che ci permetta di lavorare, è inutile pagare ancora questa. Così per il momento ci fermiamo.
L'esperienza è stata comunque utile, e non solo perché qui abbiamo capito che questa è l'unica strada disponibile, ma anche perché è stata istruttiva. Per l'inglese ma anche per lo spaccato di umanità che ci ha offerto. Oggi, nel salutare gli insegnanti ed i nostri compagni di classe, abbiamo ricevuto molte manifestazioni di stima e apprezzamento. Ragazzi e ragazze di vari continenti, con lingue e culture differenti, nel salutarci è emerso quel che abbiamo in comune, siamo tutti in cerca di un futuro diverso, tutti con la voglia di vivere.
Non è stato semplice, la multietnicità è spesso faticosa e mette a dura prova i nostri migliori sentimenti. Può sembrare sciocco, ma le differenze culturali, anche le più banali, possono creare incomprensioni e dare vita a pregiudizi. Per noi mediterranei ridere apertamente, anche in modo chiassoso è spesso sintomo di convivialità e giovialità. Per molti asiatici è invece estremamente fastidioso se non addirittura irritante. Così come il semplice soffiarsi il naso: per alcuni è atto pudico da svolgere preferibilmente in privato, per altri è normale e comunque preferibile ad interminabili tentativi di trattenere il muco, tirandolo su ripetutamente.
Ci rimangono una decina di giorni da passare ad Auckland che trascorreremo tra viaggetti nei dintorni, cinema, momenti di studio alla biblioteca e cene con amici. Poi andremo a vedere la capitale della New Zealand, Wellington. Tutti dicono che sia una città molto più tranquilla e non oso immaginare cosa sia, visto che già Auckland ci sembra una città dai ritmi rilassati. Una compagna cinese di Dede dice che lì ci vivono pochi cinesi e, visto la loro propensione per il business, ci possiamo bene immaginare perché.
Sabato ore 7.00 a.m.
Sono le 7 del mattino ed il sole sta sorgendo ormai sull'Oceano Pacifico in tutta la sua estensione, illuminando il suo continente acquatico, l'Oceania; all'unisono lascia la vecchia Europa al buio della notte, sola sotto il suo manto di stelle, solo apparentemente in riposo.
Buon giorno, popoli dell'Oceano!
Buona notte, popoli dell'Europa e dell'Africa!
giovedì 16 agosto 2012
New Zealand o Australia?
No, non ci siamo stancati di Auckland o della New Zealand. Anche se così potrebbe sembrare, non è questo. Il fatto è che, andando a scuola, ci siamo resi conto che l'unico modo per poter trovare lavoro è ottenere il visto studentesco. Non ci sono altre possibilità, non abbiamo più l'età per ottenere un visto work and holiday, il lavoro a nero è raro e pericoloso per il nostro passaporto e nessuno ti fa da sponsor se prima non ti ha provato. Per quel che riguarda il business, non esiste proprio aprire subito una Gelateria, troppo difficile, ma soprattutto troppo rischioso. Quindi l'unico modo è chiedere un visto studentesco. A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: "e l'Australia che centra?" La risposta è molto semplice.
In New Zealand per poter ottenere un visto studentesco con annesso il permesso di lavoro, è necessario pagare e frequentare per 6 mesi la scuola di inglese. Un vero e proprio business per queste scuole che si combattono selvaggiamente contendendosi i giovanissimi immigrati delle nuove famiglie ricche asiatiche o polinesiane, che mandano i propri figli a studiare ad Auckland con la speranza che si inseriscano nella società kiwi. Per noi invece una vera e propria tassa. Inoltre il governo neozelandese per rendere le cose più semplici ha reso obbligatorio l'esame Ielts per chi vuole ottenere il permesso di lavoro, esame che deve essere superato con almeno 5 punti su 9. Nell'immediato un vero e proprio muro insormontabile per Dede che dovrebbe almeno frequentare la scuola per altri due mesi per poter avere qualche possibilità. Quindi ricapitolando, 6 mesi di scuola a testa, più 2 mesi per Dede, fanno 14 mesi in tutto, al prezzo di 120 $NZ (85 €) la settimana. In pratica un investimento!
A questo punto è sopraggiunta la curiosità riguardo l'Australia e ci siamo chiesti quali fossero le condizioni in quel paese. E le sorprese sono arrivate: il visto studentesco ti da la possibilità di lavorare senza grossi problemi di limiti di tempo. Inoltre, cosa ancora più importante, essendo marito e moglie, è possibile fare una sola applicazione per ottenere due visti, uno di studio e l'altro di accompagnamento di familiari. Ciò significa che non siamo costretti a pagare la scuola per due e tutti e due i visti danno la possibilità di lavorare. Inoltre, qui tutti dicono che l'Australia offre più possibilità di lavoro rispetto alla New Zealand. Sembrerebbe una vera e propria figata!!!
Ma attenzione ogni rosa ha le sue spine e quelle dell'Australia sono pungenti. Il problema sorge quando vai a vedere quanto costano le scuole di inglesi: il doppio di quelle neozelandesi. Quindi a parità di mesi sembrerebbe che convenga la New Zealand, poiché con gli stessi soldi almeno studiamo in due.
C'è però da tenere in considerazione che l'Australia offre molte più possibilità di lavoro, almeno così dicono, e qui abbiamo conosciuto studenti che hanno trovato difficoltà nel trovare lavoro, soprattutto quando non sai parlare bene la lingua.
In ogni caso al momento attuale da lunedì inizia la nostra ultima settimana di scuola e non pensiamo di continuare. Perché pagare caro una scuola senza ancora non avere neanche il visto?
Forse la cosa migliore è rimandare tutto ad ottobre quando qui inizia la stagione primavera-estate e allora per 4-6 mesi possiamo investire in questo visto studentesco per studiare e trovare lavoro.
Intanto abbiamo ancora poco meno di due messi allo scadere del nostro visto turistico, potremmo utilizzare questo tempo per poter visitare altre città della New Zealand e poi potremmo partire per l'Australia. Lì cominciare da capo ma questa volta con le idee più chiare e realistiche. Girare, conoscere qualcuno e decidere se veramente vogliamo provare con l'Australia, iscrivendoci a qualche scuola oppure tornare ad Auckland.
In New Zealand per poter ottenere un visto studentesco con annesso il permesso di lavoro, è necessario pagare e frequentare per 6 mesi la scuola di inglese. Un vero e proprio business per queste scuole che si combattono selvaggiamente contendendosi i giovanissimi immigrati delle nuove famiglie ricche asiatiche o polinesiane, che mandano i propri figli a studiare ad Auckland con la speranza che si inseriscano nella società kiwi. Per noi invece una vera e propria tassa. Inoltre il governo neozelandese per rendere le cose più semplici ha reso obbligatorio l'esame Ielts per chi vuole ottenere il permesso di lavoro, esame che deve essere superato con almeno 5 punti su 9. Nell'immediato un vero e proprio muro insormontabile per Dede che dovrebbe almeno frequentare la scuola per altri due mesi per poter avere qualche possibilità. Quindi ricapitolando, 6 mesi di scuola a testa, più 2 mesi per Dede, fanno 14 mesi in tutto, al prezzo di 120 $NZ (85 €) la settimana. In pratica un investimento!
A questo punto è sopraggiunta la curiosità riguardo l'Australia e ci siamo chiesti quali fossero le condizioni in quel paese. E le sorprese sono arrivate: il visto studentesco ti da la possibilità di lavorare senza grossi problemi di limiti di tempo. Inoltre, cosa ancora più importante, essendo marito e moglie, è possibile fare una sola applicazione per ottenere due visti, uno di studio e l'altro di accompagnamento di familiari. Ciò significa che non siamo costretti a pagare la scuola per due e tutti e due i visti danno la possibilità di lavorare. Inoltre, qui tutti dicono che l'Australia offre più possibilità di lavoro rispetto alla New Zealand. Sembrerebbe una vera e propria figata!!!
Ma attenzione ogni rosa ha le sue spine e quelle dell'Australia sono pungenti. Il problema sorge quando vai a vedere quanto costano le scuole di inglesi: il doppio di quelle neozelandesi. Quindi a parità di mesi sembrerebbe che convenga la New Zealand, poiché con gli stessi soldi almeno studiamo in due.
C'è però da tenere in considerazione che l'Australia offre molte più possibilità di lavoro, almeno così dicono, e qui abbiamo conosciuto studenti che hanno trovato difficoltà nel trovare lavoro, soprattutto quando non sai parlare bene la lingua.
In ogni caso al momento attuale da lunedì inizia la nostra ultima settimana di scuola e non pensiamo di continuare. Perché pagare caro una scuola senza ancora non avere neanche il visto?
Forse la cosa migliore è rimandare tutto ad ottobre quando qui inizia la stagione primavera-estate e allora per 4-6 mesi possiamo investire in questo visto studentesco per studiare e trovare lavoro.
Intanto abbiamo ancora poco meno di due messi allo scadere del nostro visto turistico, potremmo utilizzare questo tempo per poter visitare altre città della New Zealand e poi potremmo partire per l'Australia. Lì cominciare da capo ma questa volta con le idee più chiare e realistiche. Girare, conoscere qualcuno e decidere se veramente vogliamo provare con l'Australia, iscrivendoci a qualche scuola oppure tornare ad Auckland.
domenica 12 agosto 2012
Scrivere
Alcune volte scrivere anche poche e semplici cose, non è facile. Forse perché manca l'ispirazione, forse perché si pensa di non aver niente da scrivere, sta di fatto che non esce niente.
Eppure i giorni trascorrono densi e la riprova sta nel fatto che la sera arriva in un attimo!
Non so se capita anche a voi così, le giornate in cui non hai un bel niente da fare, sono le più lunghe...
Comunque, vediamo di riprendere il filo del racconto partendo proprio dalla lingua: l'inglese.
Questa è la nostra attività quotidiana ed il nostro cruccio principale. Da quando abbiamo capito che le possibilità lavorative per due ultratrentenni in possesso solo di Vistor Visa sono ridotte al lumicino, la nostra decisione ci è apparsa nitida di fronte agli occhi: imparare bene l'inglese.
Il motivo è chiaro e non mi riferisco solo al fatto che per poter avere un visto di lavoro si deve ottenere un punteggio alto al famigerato esame IELTS; ma anche perché sorge un altro problema: come si fa ad andare in giro a chiedere occupazione con un inglese stentato e balbettante?!
Infine, comunque vadano le cose, almeno da quest'anno ne avremmo ricavato la conoscenza di una nuova lingua.
Così il sipario si apre sulle nostre giornate alle 6 del mattino, per la più piena felicità di Dede (che comincia a chiedersi per quale diavolo di motivo si trova a fare per la seconda volta nella sua vita un'altra migrazione). In una casa completamente umida e fredda, corriamo in bagno a farci un doccia calda per riscaldarci le ossa, una colazione veloce e via in macchina verso Downtwon. Il percorso verso il centro è veloce, tutti intenti a non sbagliar corsia e allo stesso tempo con le orecchie 'appizzate' verso la radio gracchiante per comprendere un giornalista che sciorina in un inglese kiwi le prime notizie della giornata. Perché così si fa per imparare! English, Enghlish e ancora English! A scuola, con amici, al cinema, leggendo, studiando, scrivendo, alla televisione! Alcune volte arrivati alle ore pomeridiane il cervello comincia a dare segni di cedimento: la lingua si inceppa nel tentativo di produrre i suoni anglosassoni, dando vita a rumori incomprensibili, il lessico si azzera e l'eloquio svanisce. Ed il tutto sotto gli occhi furbetti e divertiti dei mie giovani compagni di classe di origine asiatica.
Il mio giovane amico russo, Bogdan, sostiene che non si può conoscere mai bene la propria lingua se prima non ne hai imparata almeno un'altra. Bravo Bogdan, niente male!
Finita la scuola, i nostri tardo-pomeriggi trascorrono ormai con un ritmo più serrato, tra appuntamenti, distribuzione di Curriculum, spesa settimanale, visita alla lavanderia, qualche passeggiata e altre piccole attività legate a probabili lavori miei o di Dede. Le cose si muovono, lentamente ma si muovono. Dede comincia a rodare, io addirittura ho già avuto anche il mio primo colloquio di lavoro.
Questo fine settimana invece lo abbiamo passato all'insegna della compagnia di nuovi amici. Sabato siamo tornati verso la costa occidentale dell'isola, questa volta per vedere la cascata di Karekare e la sua bellissima spiaggia. Con la compagnia di Bogdan, Flavia e Iacopo (una coppia romana conosciuta i primi giorni) ci siamo prima addentrati nella foresta semi-tropicale attraverso un sentiero per giungere alla cascata, successivamente ci siamo spinti nell'enorme arena che forma la spiaggia, aperta a ventaglio tra due promontori, tutti protesi verso il mare. Una baia incredibile, enorme e selvaggia. Se si eccettuano due o tre tetti nascosti tra la verde vegetazione, sembrerebbe un'insenatura incontaminata. E' la famosa spiaggia di Karekare, immortalata nel film Lezioni di Piano. Lì ho bagnato i miei piedi nel Mar di Tasman, sentendo l'acqua fredda dell'oceano circondare i polpacci.
E girandomi verso la baia, dando le spalle al mare, mi sono immaginato che cosa deve essere stato per quei primi europei giunti fin lì dopo mesi di navigazione nel vasto Oceano, su delle imbarcazioni di legno. Uno spettacolo mozzafiato, un'emozione incontenibile, una gioia straboccante. Ulisse e suoi compagni, così dovevano essere!
Eppure i giorni trascorrono densi e la riprova sta nel fatto che la sera arriva in un attimo!
Non so se capita anche a voi così, le giornate in cui non hai un bel niente da fare, sono le più lunghe...
Comunque, vediamo di riprendere il filo del racconto partendo proprio dalla lingua: l'inglese.
Questa è la nostra attività quotidiana ed il nostro cruccio principale. Da quando abbiamo capito che le possibilità lavorative per due ultratrentenni in possesso solo di Vistor Visa sono ridotte al lumicino, la nostra decisione ci è apparsa nitida di fronte agli occhi: imparare bene l'inglese.
Il motivo è chiaro e non mi riferisco solo al fatto che per poter avere un visto di lavoro si deve ottenere un punteggio alto al famigerato esame IELTS; ma anche perché sorge un altro problema: come si fa ad andare in giro a chiedere occupazione con un inglese stentato e balbettante?!
Infine, comunque vadano le cose, almeno da quest'anno ne avremmo ricavato la conoscenza di una nuova lingua.
Così il sipario si apre sulle nostre giornate alle 6 del mattino, per la più piena felicità di Dede (che comincia a chiedersi per quale diavolo di motivo si trova a fare per la seconda volta nella sua vita un'altra migrazione). In una casa completamente umida e fredda, corriamo in bagno a farci un doccia calda per riscaldarci le ossa, una colazione veloce e via in macchina verso Downtwon. Il percorso verso il centro è veloce, tutti intenti a non sbagliar corsia e allo stesso tempo con le orecchie 'appizzate' verso la radio gracchiante per comprendere un giornalista che sciorina in un inglese kiwi le prime notizie della giornata. Perché così si fa per imparare! English, Enghlish e ancora English! A scuola, con amici, al cinema, leggendo, studiando, scrivendo, alla televisione! Alcune volte arrivati alle ore pomeridiane il cervello comincia a dare segni di cedimento: la lingua si inceppa nel tentativo di produrre i suoni anglosassoni, dando vita a rumori incomprensibili, il lessico si azzera e l'eloquio svanisce. Ed il tutto sotto gli occhi furbetti e divertiti dei mie giovani compagni di classe di origine asiatica.
Il mio giovane amico russo, Bogdan, sostiene che non si può conoscere mai bene la propria lingua se prima non ne hai imparata almeno un'altra. Bravo Bogdan, niente male!
Finita la scuola, i nostri tardo-pomeriggi trascorrono ormai con un ritmo più serrato, tra appuntamenti, distribuzione di Curriculum, spesa settimanale, visita alla lavanderia, qualche passeggiata e altre piccole attività legate a probabili lavori miei o di Dede. Le cose si muovono, lentamente ma si muovono. Dede comincia a rodare, io addirittura ho già avuto anche il mio primo colloquio di lavoro.
Questo fine settimana invece lo abbiamo passato all'insegna della compagnia di nuovi amici. Sabato siamo tornati verso la costa occidentale dell'isola, questa volta per vedere la cascata di Karekare e la sua bellissima spiaggia. Con la compagnia di Bogdan, Flavia e Iacopo (una coppia romana conosciuta i primi giorni) ci siamo prima addentrati nella foresta semi-tropicale attraverso un sentiero per giungere alla cascata, successivamente ci siamo spinti nell'enorme arena che forma la spiaggia, aperta a ventaglio tra due promontori, tutti protesi verso il mare. Una baia incredibile, enorme e selvaggia. Se si eccettuano due o tre tetti nascosti tra la verde vegetazione, sembrerebbe un'insenatura incontaminata. E' la famosa spiaggia di Karekare, immortalata nel film Lezioni di Piano. Lì ho bagnato i miei piedi nel Mar di Tasman, sentendo l'acqua fredda dell'oceano circondare i polpacci.
E girandomi verso la baia, dando le spalle al mare, mi sono immaginato che cosa deve essere stato per quei primi europei giunti fin lì dopo mesi di navigazione nel vasto Oceano, su delle imbarcazioni di legno. Uno spettacolo mozzafiato, un'emozione incontenibile, una gioia straboccante. Ulisse e suoi compagni, così dovevano essere!
"Se si eccettuano due o tre tetti nascosti tra la verde vegetazione"
la cascata di Karekare
"ci siamo prima addentrati nella foresta semi-tropicale attraverso un sentiero"
"ci siamo spinti nell'enorme arena che forma la spiaggia"
"E girandomi verso la baia, dando le spalle al mare, mi sono immaginato che cosa deve essere stato...Ulisse e suoi compagni, così dovevano essere!"
"Lì ho bagnato i miei piedi nel Mar di Tasman"
sabato 4 agosto 2012
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