Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

sabato 2 febbraio 2013

il folletto virtuale

Ho scoperto di essere affetto da una strana forma di dislessia. Appena inizio a scrivere sulla tastiera ed i pensieri scorrono nella mia mente, visualizzandosi sullo schermo del mio MacBook Pro potenziato e con doppio processore, improvvisamente appaiono numerosissime lineette rosse tratteggiate, dei veri e propri buchi nella mia ragnatela che sto tessendo...
Quelle lineette mi danno un fastidio incredibile! Ogni volta mi ripropongo di non farci caso e di andare avanti per non fermare il mio momento creativo, ma proprio non ci riesco. E' più forte di me, devo tornare indietro e cercare di capire perché il mio computer, o il mio blog o quel che l'è, mi segnala un errore. E spesso sono lettere scambiate di posto oppure lettere adiacenti sulla tastiera che sono finite sotto il mio unico polpastrello digitale della mano destra, per la precisione il polpastrello del dito usato per gesti insulsi. E già, perché io appartengo a quel genere di persone che scrive sulla tastiera usando solo un dito per mano!
Inoltre, come se già questo non bastasse a frenarmi, ci si mette quel diavolo di sistema automatico di correzione delle parole, che nella maggior parte dei casi, corre in soccorso alla mia dislessia digitale, ma dall'altra parte crea e modifica parole per la pura e semplice ragione che ignora il vocabolo da me scelto. E ne sceglie "lui" uno a caso, creando una strana reazione chimica all'interno della frase da me scritta, dando un effetto bislacco e arlecchinesco.
La sensazione è quella di non essere soli mentre si scrive, ma di avere qualcuno che non solo ti osserva, ma interviene e ti corregge pure, senza neanche chiederti l'autorizzazione, alimentando quella tendenza, in me molto presente, alla personificazione degli oggetti inanimati, in questo caso il mio computer. A questo punto gli dovrò dare un nome, ma proprio non mi viene. E forse è meglio così, il folletto virtuale rimarrà senza nome...

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