Quando è troppo, è troppo. Così oggi, non ce l'ho fatta più e le ho detto apertamente in faccia che è una maleducata.
Ieri sera ha toccato il limite della mia sopportazione con l'ennesimo suo gesto di disprezzo. A raccontarlo potrebbe sembrare piccola cosa ma in realtà, atto dopo atto, goccia dopo goccia, il vaso si è colmato.
Dato che la signorina non ama avere nessuno tra le palle in cucina quando c'è lei, siamo costretti a fare i turni per mangiare. Se ci siamo prima noi, dobbiamo fare veloci, se non vuoi vedertela sbucare all'improvviso in sala da pranzo, passandoti davanti, occupando gli spazi e impedendoti di continuare a desinare. Ma se è lei a mangiar prima, è finita, puoi attendere anche un'ora e mezzo e non ti puoi far vivo prima, se non vuoi litigare.
Inoltre non ha pentole, stoviglie, piatti, posate; intendo che le sole cose che ha, le raccatta per strada e la raccolta non sempre va bene, qualche volta trovi qualcosa in un buono stato, altre volte invece trovi robaccia. E lei raccatta tutto. Così ha una padella schifosa e una buona, ma un solo coperchio. Un pentolino decente ed uno che fa letteralmente schifo, completamente bruciato. E così via...
Se alla fine del tuo pasto, non lavi la roba, l'altro non può cucinare: è semplice, si tratta di rispetto e buona educazione.
Ieri sera, per la seconda volta in una settimana, la signorina ha pensato che era troppo stanca, così ha lasciato tutto completamente sporco.
In più, quando è scesa sotto, nella sala da pranzo dove noi eravamo a mangiare e preparare, andando via ci ha pure spento la luce, lasciandoci al buio e quando io le ho chiesto in modo corretto ma secco di riaccendere la luce, lei lo ha fatto sbuffando e sbattendo i piedi per terra.
Così stamane, ha continuato e a quel punto ho sbottato, dicendole appunto che è una maleducata e che la prossima settimana avremmo rimesso in discussione la nostra permanenza nella casa. Al che ci ha risposto che non c'è nulla da discutere, perché è lei a metterci fuori, dandoci tre settimane.
Noi, di tutta risposta, l'abbiamo rimbrottata, dando la nostra assoluta disponibilità a lasciare anche in tempi più brevi la casa, a patto che ci restituisca tutti i soldi della caparra.
A parole si è detta d'accordo e spero tanto che non sorgan ulteriori problemi, perché altrimenti dovremmo ricorrere alle minacce di un legale (la mia studentessa Lyn, che si è già resa disponibile ad intervenire in caso ci fosse bisogno).
Così da oggi, siamo ufficialmente di nuovo in cerca di una stanza, ad un prezzo abbordabile per accoglierci e darci quella tranquillità che qui non siamo riusciti a trovare.
Che strano, ad Auckland avevamo trovato addirittura un appartamento a poco, ma eravamo senza lavoro, qui abbiamo un'occupazione, ma ancora con la casa non ci siamo.
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