Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

sabato 13 ottobre 2012

Rapare un cane

Ormai è un mese che siamo in Australia e la ricerca del lavoro si fa un po' faticosa. Dede continua a fare progressi a scuola e comincia perfino a dire qualcosina in giapponese. Non sono le occasioni che mancano, Sydney è una città che offre molto lavoro, il problema è presentarsi con il profilo giusto. Lavori come lavapiatti, aiuto-cuoco, facchino o cameriera in albergo ce ne sono, il fatto è che son lavori molto faticosi e umili e noi, che li abbiamo già fatti una decina di anni fa quando eravamo un po' più giovani, non ce la sentiamo di tornare in dietro.
In ogni caso forse si tratta di essere solo un po' più pazienti, intanto siamo stati chiamati per diverse interviste e alcune di queste sono sembrate promettenti. Estetista, gelataio, insegnate di letteratura, sia per Dede che per me, sembra che qualcosa spunti all'orizzonte, ma di sicuro ancora nulla, se non l'affitto esoso da pagare.
A proposito di affitto, un giorno la padrona di casa, tutta contenta, ci comunica che quel giorno sarebbe arrivato a casa il "parrucchiere" dei cani, per ridare una sistemata al suo cagnolino. Lì per lì abbiamo pensato che avesse intenzione di fare qualche taglio stilistico alla sua bestiola, spendendo un po' di quei soldi che ogni due settimane le versiamo in nero. Sia io che Dede usciamo presto la mattina, ma la prima a far rientro a casa è lei. Così, quando giungo sotto la finestra di casa verso le 7 di sera, vedo Dede che si affaccia alla finestra facendomi segno di avvicinarmi. Tutta eccitata mi dice di entrare in fretta e di venire a vedere come era stata ridotta la povera bestia. Mi racconta che dalla vergogna il cagnolino non voleva più uscire di casa, nascondendosi nella sua cuccia. Levatomi le scarpe, entro in casa e salgo le scale interne per raggiungere il piano superiore dove ci sono le stanze da letto. La bestiola sentendomi arrivare, corre subito davanti alla porta della nostra camere, ansiosa di farsi vedere e di farsi accettare nel suo nuovo stato. Nel momento in cui Dede apre la porta, mi si para davanti la figura del cane completamente denudato, spogliato, privato di qualsiasi pelo. Bulbo, così si chiama, era stato sottoposto ad una tosatura completa e radicale. Il suo lungo manto di peli color marroncino chiaro, che gli dava un'espressione dolce, era stato strappato via, come scuoiato. Il cane assumeva così le sembianza di un recluso dei campi di concentramento. Privato della sua personalità e della sua pelliccia, Bulbo girava ignudo per le camere, tremante e con lo sguardo triste, e per di più con il suo pisellino ormai completamente a vista di tutti. La padrona aveva cercato di portarlo fuori a fare la sua passeggiata quotidiana, ma l'animale si era rifiutato categoricamente di uscire in quelle condizioni.
Ora io dico, ma come si fa?! Che la sciura voglia risparmiare, si era capito, ma far rapare il suo cane a zero ci è sembrata una vera e propria cattiveria. E quando ci ha chiesto un parere estetico sul 'taglio', noi  non siamo riusciti a trattenerci: placidamente le abbiamo detto che lo aveva rovinato.
Intanto nel quartiere si è svolto un evento che accade solamente due volte l'anno. Tutte le famiglie che hanno qualcosa di vecchio da buttare, lo possono mettere fuori la porta sul marciapiede, a disposizione di chiunque passi finché il servizio  comunale della nettezza non passa a ritirarlo gratuitamente. Ce ne siamo accorti perché abbiamo cominciato a vedere la padrona di casa che usciva sempre più spesso e, ogni volta, tornare con qualche strano oggetto nelle mani: posate, un lume, una pentola. Così le abbiamo chiesto che cosa stesse accadendo e lei, all'inizio un po' titubante, ci ha raccontato e spiegato l'usanza. Essendo la zona abitata da gente benestante, ci ha raccontato che abitualmente arriva gente anche da altri quartieri per prendersi qualcosa. Così siamo usciti la sera a farci una passeggiata e abbiamo potuto verificare che era tutto vero. Sui marciapiedi c'era di tutto: mobili, televisioni, libri, piatti, pentole, scarpe, borse, giocattoli, elettrodomestici, perfino vetri piombati in stile liberty, attentamente sfilati dalle proprie cornici e riposte sull'asfalto della strada. Intanto per le strade si aggiravano persone di ogni sorta: sciure come la nostra, ragazzi alla ricerca di qualcosa, e perfino famiglie in furgoncino perfettamente organizzate con faro sul tettino pronto ad accendersi per far luce sui cumuli di materiale abbandonato.
Così anche noi abbiamo fatto la nostra spesa, prendendo qualche libro e oggettino.
Continua....

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