Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

sabato 6 ottobre 2012

Lungo le strade di Sydney

Anche oggi è stata una maratona, ma questa volta fondamentalmente dedicata a Dede. Dopo aver composto una lista di Spa situate nella City di Sydney giusto la sera prima grazie ad una rapida ricerca sul moderno oracolo google, questa mattina siamo usciti di casa verso le ore 9.30 per farci ritorno alle 18.30. La bellezza di 9 ore di camminata, con qualche pausa per il pasto, ma fondamentalmente sono state 9 ore passate per le strade della città.
La prima tappa è stata la biblioteca di quartiere vicino casa, di cui mi sono fatto la tessera per poter usufruire del prestito libri e di tutti i suoi servizi. Le biblioteche dello stato del New South Wales sono ben funzionanti, hanno diversi libri, film che possono essere presi in prestito (come ovviamente tutte le biblioteche di questo mondo) ma hanno anche la connessione internet gratuita, una fotocopiatrice a prezzi ragionevoli, e una serie di corsi di formazione gratuiti a disposizione della cittadinanza. E' molto frequentata: la mattina vi si recano, oltre a qualche studente, anche qualche pensionato e qualche clochard giusto per leggere il quotidiano senza doverselo comprare dal giornalaio. L'unico neo, non da poco, è che la tessere vale solo per la biblioteca in cui te la sei fatta, se ti rechi in un'altra, ti devi fare una nuova tessera. Cioè a Sydney non esiste una tessera valida per tutte le biblioteche comunali. Una cosa folle!!
Così, dicevo, questa mattina vi ci siamo recati per fare le fotocopie del Cv di Dede e le mie, dopodiché ci siamo diretti verso le nostre destinazioni. Dede è stata bravissima, si è fatta tutti i centri estetici uno dietro l'altro, entrando da sola a presentarsi e a consegnare CV e lettere di referenza. In due centri è riuscita anche a parlare con le manager, uscendo dopo 10 lunghi minuti, durante i quali ho avuto il sospetto che la stessero già testando con qualche messaggio.
Lei ne usciva sempre sorridente, contenta ed elettrizzata, un po' per l'idea di poter riprendere a lavorare, (a suo dire è la prima volta da quando aveva 14 anni che si trova inattiva per un così lungo periodo) un po' perché sta cominciando a vedere i frutti dei suoi studi, riuscendo a parlare inglese con le persone.
Le spa che abbiamo visitato sono o all'interno di alberghi o indipendenti, ma sempre dentro strutture in cui si trovano altri servizi. In uno di questi centri, la gestrice le ha raccontato che ha vissuto per un periodo a Milano e che le pare di conoscere il Down Town dove Dede ha lavorato fino a quest'anno.
Nel frattempo io mi sono guardato intorno, fermandomi in qualche Pub e distribuendo i miei CV. Purtroppo di gelaterie non ne ho incontrato, eccetto una danese gestita da un cinese, ma non mi ha fatto una buona impressione, al punto tale che non sono neanche entrato a proporre il mio resume.
In questo nostro peregrinare, siamo giunti in un quartiere fino adesso inesplorato. Si trova prossimo al mare e non troppo lontano dal centro storico di Sydney, ed è costruito su una collina che sovrasta la zona. Ma un po' per la presenza dei grattaceli, un po' per la posizione delle sue strade, in realtà non lo si può per nulla considerare un quartiere panoramico. Il particolare di questa zona è la presenza, lungo i suoi corsi principali, alcuni dei quali anche pedonali, di moltissimi negozi, di cui alcuni a luci rosse. E' stato strano, perché all'inizio abbiamo cominciato ad osservare un cambio nel tipo di umanità che popolava quelle strade, tant'è che Dede ha cominciato a dire che stavamo entrando in un quartiere popolare, dopodiché la presenza sempre più frequente di signorine passeggianti lungo i marciapiedi e di ubriaconi ci ha fatto venire in mente il nostro quartiere di provenienza. Poi abbiamo cominciato a notare le numerose scritte che invitavano i passanti ad entrare ed a lasciarsi andare ai mille piaceri della carne.
Tornati indietro siamo passati vicini alla scuola di Dede per dirigerci verso altre Spa ed infine verso casa.
Così la nostra terza settimana si è conclusa: io tra le interviste e i km, Dede a scuola con le sue nuove amicizie giapponesi.
Infatti in questa scuola il gruppo di maggioranza è nipponico e Dede pare gradisca molto la compagnia dei suoi amici orientali. Ci sono degli italiani ma non ci va molto d'accordo, questi anzi hanno faticato un po' a credere che anche lei viene dall'Italia. Con le ragazze giapponesi invece ha trovato una maggiore sintonia, un po' perché sono riservate e gentili per loro propria cultura, un po' perché loro l'hanno subito adottata e integrata nel loro gruppo.

1 commento:

  1. ciao carissimi,
    vi seguo sempre.. e quando trovo vostre notizie, le leggo avidamente perché stridono tanto con la nostra quotidianità.
    Ehi, Dede, perchè non provi a scrivere anche tu le tue esperienze? Il racconto del vostro viaggio risulterebbe arricchito anche dalla tua visione delle cose. Provaci.
    Vi abbraccio
    Uncle Gib

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