Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

mercoledì 17 ottobre 2012

La scuola

Riprende
Qual è il soggetto più importante nella scuola?
La materia che insegni? NO!
L'amore che ci mette il prof? NO!
L'organizzazione o gli strumenti a tua disposizione? NO!
Non che tutte queste componenti dell'insegnamento non siano importanti, per carità, ma c'è un altro tassello, centrale nell'architettura di qualsiasi scuola, una chiave di volta: gli studenti. Capire chi sono, quali sono le loro motivazioni, il loro background e le loro capacità è indispensabile per poter avviare qualsiasi attività di insegnamento.
Purtroppo questo lavoro non è stato fatto prima dell'inizio del corso, nonostante avessi chiesto ripetutamente alla segreteria di darmi qualche informazione di sorta.
Così l'ho dovuto scoprire in parte nel primo appuntamento, ed è un lavoro che dovrò continuare a fare nel corso delle prossime puntate.
Al corso si sono iscritti 12 persone, ma se ne sono presentate solo 6, di cui 2 anche in ritardo.
Il perché di questa bigiata collettiva (in napoletano, filone; a Firenze, sega) è molto semplice: il corso è una promozione speciale della scuola "La Lingua", college di lingua inglese che per arrotondare le entrate organizza la sera corsi per australiani. Ad un costo veramente speciale! Tanto speciale che le persone possono iscriversi e magari decidere di perdere parte delle lezioni o addirittura scegliere di non venire più se hanno perso la loro motivazione. Tanto il costo del corso è stato così basso che non c'è nulla da perdere.
Chiarito con la segreteria, non senza qualche discussione, che voglio essere pagato al pieno del mio salario anche se non si presentano tutti, ovviamente sta a me cercare di creare motivazione nei miei nuovi alunni perché non è piacevole insegnare con gente che va e che viene.
Ma veniamo a loro.
I sei sono due ragazze universitarie, un signore adulto, ben vestito e con studi classici alle spalle, una signora, anche lei adulta, ma molto taciturna e timida, e due ritardatari arrivati in coppia. Tutti e due adulti, lui un muratore, con il volto sorridente e gioviale ma bruciato dal sole australe, coperto parzialmente da un cesto di capelli stopposi, e vestito con dei calzoncini inguinali che lasciavan scoperti due gambe pelose e nervose. Lei, invece, adulta, ben vestita, curata, non più giovane, e sedicente manager. I due sono sembrati amici, ma parecchio amici, direi quasi "complici".
La lezione era bene o male impostata dal loro manuale, fornito dalla scuola e quindi non ho dovuto organizzare niente di speciale, ma semplicemente seguire le attività sopra riportate.
Le solite cose, anche un po' noiose a dire il vero: i saluti, come ti chiami, etc...
Ovviamente ho cercato di fare un po' di coreografia, con i pochi mezzi che ho a disposizione, cioè solo una lavagna. Ho fatto dei disegni, ho gesticolato cercando di illustrare il significato delle parole e delle espressioni che usavo, tutto in italiano. Fin quando ho capito che non potevo seguire alla lettera ciò che le moderne scuole di didattica della lingua sostengono: esprimersi solo nella lingua insegnata. Non potevo farlo, perché loro non capivano bene, e quando siamo arrivati al "lei ed il tu", ai primi verbi coniugati o alle concordanze nome aggettivo (Buon giorno, buona sera, tanto per farvi un esempio), non solo il muratore ha assunto un'espressione sempre più incazzata, ma anche le giovani universitarie sembravano perse e un po' demoralizzate. Dovevo fare qualcosa, così ho cominciato a mescolare il mio inglese con forte accento italiano all'italiano vero e proprio e, almeno così mi è sembrato, hanno cominciato un po' a capire.
Ho fatto fare dei giochi di ruolo, per farli praticare, ho fatto esempi, ho fatto dei brevi intervalli di Storia per accontentare i più colti, ho cercato di farli uscire da quelle due ore con la consapevolezza che hanno imparato qualcosa, insomma ho cercato di fare tutto il possibile al primo appuntamento. Vedremo se son riuscito a motivarli a venire alla seconda lezione.
Come prima, il vecchio proverbio si addice.

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