La notte è trascorsa meglio del previsto! I nostri timori sui bagordi dei nostri amici argentini si sono dimostrati fallaci, l'unica colonna sonora che ha accompagnato il nostro sonno durante la notte, in quel cubicolo di stanza in cui dormiamo, è stato il vento, forte e impetuoso.
La mattina ci siamo alzati e verso le 10 abbiamo messo il muso fuori dall'ostello, pronti per andare a spostare la macchina, attività che ha scandito la nostra giornata ogni due ore. Visto la mancanza totale di parcheggi gratuiti ed il costo pazzesco dei parcheggi privati, il consiglio comunale di Wellington ha deciso di renderci la vita più movimentata, rendendo gratuite solo le prime due ore di parcheggio. Quindi, l'unico modo per non pagare è spostare la macchina ogni due ore.
Dire ventosa è poco, la città è letteralmente malmenata da raffiche violente di vento che misto a pioggia, rende difficile anche una semplice passeggiata. Nonostante questo, la gente cammina e popola il piccolo centro 'storico' della città. Wellington si arrampica sulle colline che si affacciano ad anfiteatro sul golfo, anch'essa piena di verde come Auckland, ma più raccolta, meno abitata e più piccola. Da una di queste scende una funicolare in vecchio stile, con sedili in legno e tutta di colore rosso; devo dire che ricorda molto quella di Napoli. Da sopra il colle si può godere di una vista su tutta la città ed il golfo, ovviamente tempo permettendo. Molti palazzi del centro risalgono ai primi del novecento, in uno stile tipico inglese e tutti rigorosamente in muratura. I locali, carini, curati e raffinati sono pieni ed affollati un po' a tutte le ore della giornata, e qualcuno rimane aperto fin anco alle 8 pm. Ovviamente i ristoranti, bar e pizzerie italiane imperversano come ad Auckland, ma in gran parte ancora gestiti da connazionali. A proposito di pizze: sapete qual è una delle catene di pizzerie più diffusa? Pizza original from New York!
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