Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

lunedì 10 settembre 2012

Persone

Siamo tornati ad Auckland oggi pomeriggio e stiamo fissando gli ultimi appuntamenti per salutare le persone con cui abbiamo stretto amicizia in questi due mesi.
Abbiamo passeggiato lungo Queen Street e siamo andato al porto ed il tempo è stato clemente con noi. Wellington è più carina ma il clima non è cosa secondaria e non si può vivere con vento così persistente da non lasciarti tregua.
Camminando abbiamo osservato le persone e le caratteristiche di questo posto: i ragazzi cinese che a  frotte percorrono la main street, i negozi che chiudono tutti uno dopo l'altro verso le 5 del pomeriggio, le persone che usciti dal lavoro vanno a correre per tenersi in forma. Già, questa non ve l'avevo raccontata: qui molte persone, una volta finito il lavoro, si cambiano e tornano a casa correndo, altre invece utilizzano la loro pausa pranzo per andare a correre, si cambiano, corrono, tornano in ufficio, si fanno una doccia e si rimettono a lavorare. Incredible!
Da noi una cosa del genere sarebbe impensabile, soltanto l'idea a me fa venire in mente Fantozzi, costretto dal nuovo direttore del personale a partecipare alle esercitazioni ginniche da lui volute. Ve lo ricordate! beh, qui sono volontari!
In Ostello, abbiamo rincontrato le persone che avevamo conosciuto: la francese che fa ricerca all'università, la nonna americana che lavora in giro per il mondo (prossimo lavoro in Tanzania) e per vacanza continua a girarsi il mondo come i giovani backpakers, la coppia (lesbica) di ragazze tedesche che studiano per diventar pastore, il giovanissimo inglese che gira per la New Zealand spacciandosi per chef!
E noi, che eravamo arrivati con la speranza di costruirci una vita nuova in New Zealand e che invece adesso stiamo partendo per l'Australia.
Troppo ambiziosi i nostri sogni? irrealistici come sempre?
Vediamo un po'; noi ci eravamo preposti come primo obiettivo di arrivare qui e trovare lavoro ma, come ben sapete, questo non è stato possibile a causa del nostro visto. Anzi, è proprio per questo che è nata l'idea di andare in Australia. Come secondo obiettivo ci eravamo detti che se proprio ci fossimo innamorati della New Zealand, dopo i primi due mesi avremmo potuto compilare la richiesta per il visto business per vedere di aprire la gelateria, ma anche questa seconda ipotesi si è verificata impraticabile per lo stato di difficoltà in cui versano molte gelaterie che abbiamo conosciuto.
Quindi l'Australia: per continuare il viaggio, l'esperienza, per continuare a sognare. Certo, questo sogno sta diventando dispendioso: il costo della vita è molto più alto del previsto, in Australia l'affitto di una camera singola arriva a costare fino a 1200 € al mese. Il visto studentesco ci costerà circa 900 € e la scuola 170 a settimana: un salasso se non troviamo lavoro. Noi puntiamo molto su questo, e come potete capire, non solo perché così speriamo di inserirci a Sydney, ma perché anche se dovessimo tornare in Italia, almeno non ci siamo mangiato tutti i soldi.

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