Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

sabato 4 maggio 2013

Tra il regno di Aragon e quello degli elfi

La parte finale del nostro viaggio è stata segnata da un'ultima fatica. Prima di lasciare il mondo degli uomini per quello degli elfi, dei nani e degli hobbit, il regno di Aragon ci ha voluto far sentire il peso della sua esistenza, ci ha voluto ricordare che non solo Mordor riesce a vedere e controllare ovunque grazie al suo enorme occhio, ma anche il governo degli uomini può, per effetto del "grande fratello".

L’arrivo nella nuova terra del mare era stato preannunciato difficile già da Sydney, dove essendoci presentati all’aeroporto con tre ore di anticipo per effettuare il check-in, abbiamo incontrato i primi problemi legati apparentemente al passaporto di Dede. Volevano avere la sicurezza che noi avevamo il biglietto per ucire dal paese in cui ci stavamo recando, ed in particolare ci hanno fatto capire che era la polizia a porci dei problemi. Una volta giunti a destinazione, siamo stati accolti da un comitato di accoglienza composto da due poliziotti in divisa, un cane della cinofili ed un signore in borghese. Costoro erano situati alle spalle della barriera dei casotti in cui normalmente si trovano i poliziotti di frontiera che controllano i passaporti ai viaggiatori in entrata. Appena ci hanno visto, il tipo con il cane è stato subito mandato via, mentre gli altri due ci hanno aspettato. Dobbiamo dire che sono stati gentilissimi, ma ci hanno sottoposto ad un’ora di intrattenimento, a base di domande sempre più particolareggiate, incalzanti e precise. Hanno iniziato a porci i loro quesiti già fin da dietro i casotti, in particolare a me hanno chiesto se per caso, quando eravamo stati ad Auckland l’anno scorso, avevo messo degli annunci su internet a proposito di lezioni private di italiano. A quel punto abbiamo capito subito di che cosa si trattava e ho teso a rassicurarli che non ero mai stato contattato da nessuno per delle lezioni (in verità qualche nottata dopo, pensando e ripensando, mi sono ricordato di una telefonata stranissima che ricevetti ad Auckland un anno fa da un tipo che voleva delle lezioni di italiano e che continuava insistentemente a chiedermi il costo senza però aver la risposta da lui sperata). Comunque non era mia intenzione chiedere denaro, poiché sappiamo che non possiamo lavorare con un visto turistico e così ho detto ai lor signori. 
Dopodiché ci hanno portato in uno stanzino, ci hanno fatto accomodare e il signore ha tirato fuori una serie di stampe fatte da internet. Lì ci siamo resi conto che ci stavano osservando da tempo, avevano i nostri profili Facebook, linkedin, ed in particolare la foto di Dede su questo sito. Quando ha cominciato a fare riferimento a nostri dichiarazioni su internet a proposito delle nostre intenzioni di lavorare e vivere in New Zealand, ovviamente abbiamo raccontato in modo sintetico il motivo del nostro arrivo nel loro paese un anno fa. Allo stesso tempo, abbiamo precisato che il tutto è avvenuto in modo legale e sotto la luce del sole: abbiamo raccontato che siamo stati a Londra all’ambasciata neozelandese più di un anno fa, che ci siamo iscritti al sito web del ministero dell’immigrazione del governo, che abbiamo studiato le leggi del loro paese. Il signore ha annotato tutto, facendoci capire che molte di queste informazioni le conoscevano già.
Inoltre  hanno voluto sapere cosa abbiamo fatto in Australia, così abbiamo dovuto mostrare il visto che avevamo ricevuto a Sydney per lavorare e studiare, i riferimenti dei nostri datori di lavoro, ed infine abbiamo dovuto far vedere le nostre carte di credito. Il signore ha espresso la propria approvazione per la nostra franchezza nel dare queste informazioni, ma fino all’ultimo ha dimostrato di volersi appurare della veridicità di tali notizie, ma  soprattutto ha voluto che noi fossimo consapevoli di una cosa: che loro sanno e ci stavano osservando.
Devo dire che il tutto ci ha dato un po’ fastidio, poiché ci è sembrato un’esagerazione, infatti alla fine abbiamo chiesto, per la verità in modo un po’ ironico, se avevamo il diritto di girare per il loro paese. 
Per il momento, per quel che riguarda la prosa, questo è tutto. Intanto godetevi le immagini del mondo ai confini tra il regno di Aragon e quello degli elfi.
































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