Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

mercoledì 1 maggio 2013

Il mondo è tondo

Per alcuni non è una novità, per altri è una sorpresa, ma abbiamo deciso di far ritorno e, per la precisione, continuando a puntare verso est, completando così il nostro giro del mondo. Perché tornare?
La prima risposta che viene in mente è semplice ed immediata: non abbiamo trovato quello che cercavamo. E senza il minimo tentennamento, ritengo di poter dire che ci abbiamo provato e anche seriamente. Forse, con il senno di poi, ma anche con il senno di prima, si può e si poteva dire che l'entusiasmo e la sicurezza iniziale erano eccessive. D'altra parte ci apprestavamo a fare un salto importante e il carico di speranze riposte in questo viaggio era grande. E allora dove abbiamo sbagliato?
Fare un bilancio non è facile, per il semplice motivo che siamo coinvolti fino in fondo. Ovviamente torniamo arricchiti, in primo luogo Dede ha una discreta conoscenza della lingua inglese, abbiamo visto posti che difficilmente possiamo raggiungere, ma soprattutto possiamo dire che ci abbiamo provato. Ma è altrettanto inutile negarlo, al di là delle giuste razionalizzazioni e considerazioni che un po' tutti siamo capaci di fare, che in questi ultimi due mesi ho anche sperimentato un qualche senso di sconfitta, misto anche ad un po' di vergogna nel tornare indietro. Non ho timore nel dirlo e nel riconoscerlo. Fa parte del gioco che abbiamo scelto di giocare.
Ma non pensiate che le cose siano così semplici e lineari, poiché anche sul piano emotivo i sentimenti e le emozioni provate sono stati contrastanti. Le ultime settimane le abbiamo trascorse come se fossimo divorati e digeriti lentamente da una irrefrenabile nostalgia di casa, degli amici, da una voglia urgente di tornare.
In ogni caso i motivi che ci hanno portato a questa scelta sono stati soppesati più di una volta e in numerose occasioni abbiamo cambiato progetto, ogni volta provando a prefigurare architetture di futuri possibili e ogni volta uno diverso dall'altro. Non vi dico come è stato faticoso anche questo laborio a cui è stata sottoposta la nostra parte emotiva.
Inoltre la nostra scelta è stata paradossalmente complicata proprio dall'aprirsi di una possibilità concreta di rimanere. Mi riferisco al l'offerta di sponsorizzazione che Dede è riuscita ad ottenere, tra l'altro senza neanche chiederla.
Il fatto è che tutto sarebbe stato troppo complesso e soprattutto ad un costo troppo elevato per noi. E non parlo solo di costi materiali, che pure sarebbero stati alti. Pensate che avremmo dovuto spendere ancora altri 8000 aus dol, conteggiando altri mesi di scuola, necessari al superamento dell'esame di inglese ielts, più i costi vivi del visto. Ma "i costi" a cui mi riferisco, riguardano anche e soprattutto la qualità della vita. Poiché nonostante gli stipendi siano notevolmente più alti di quelli italiani, il costo della vita è eccessivo. Pensate che l'affitto di una camera doppia arriva a costare intorno ai 270 aus dollari alla settimana, dico alla settimana. Figurativi quanto può venire una casa. Il che voleva dire continuare a condividere un appartamento, con tutti i problemi che la condivisione comporta. Io guadagnavo intorno ai 19,90 dollari l'ora mentre Dede ne prendeva 18. So gia quello che state pensando: "cazzo, che figata!". Ma un biglietto per andare al cinema il sabato sera arriva a costare intorno ai 43 dollari, una follia. Inoltre abbiamo ragionato anche sulla qualità del lavoro. Per quanto mi riguarda non c'è neanche da discutere, poiché tra fare l'operaio nell'hospitality (poiché questo faccio e non l'artigiano) e fare l'insegnante sottopagato, non c'è partita. Inoltre il contratto più diffuso è quello casual, che vuol dire che mi chiamano oggi e mi dicono oggi si, domani no, o come gira a loro. Infine il progetto di aprire una gelateria, ora come ora, con le conoscenze accumulate fino ad adesso su Sydney ed il suo mercato, è un azzardo. Ma anche per Dede la cosa non era molto rosea. Anche se si tratta della sua professione, il giro di affari del centro estetico è piuttosto circoscritto, non permettendo né a lei né alle sue colleghe australiane di lavorare sempre. Infatti Dede è arrivata a lavorare al massimo tre giorni la settimana. Avessimo avuto una decina di anni in meno e niente in Italia ad aspettarci da un punto di vista lavorativo, avremmo anche potuto fare la scelta di rimboccarci le maniche per 4 o 5 anni, stringere i denti, per poi cercare di inserirci bene. E per inserirsi bene intendo un lavoro buono, una casa e degli amici. Ma così, no!
Quindi, ce ne torniamo in Italia, ma non subitissimo, abbiamo ancora qualche settimana a disposizione e qualche soldino risparmiato in questi mesi di duro lavoro. Possiamo ancora girare un po', prima di rientrare. Per dove? Sorpresina...
E questo nostro rientro è un po' come un ripartire. Noi siamo cambiati un po' in questo viaggio e abbiamo dei progetti e dei sogni. Come al solito sono tanti e confusi e anche per questo non ve li raccontiamo.
Ma, al momento, la direzione è la stessa di sempre:

Seconda stella a destra,
questo è il cammino,
poi dritti fino al mattino,
non ci si può sbagliare perché,
porta all'isola che non c'è

4 commenti:

  1. Carissimi, io sono una di quelli/e che non sapevano nulla del vostro rientro e vi dirò di più, proprio ieri al pranzo sociale che quest'anno si è svolto in Torchiera, abbiamo parlato di voi e di quanto ci mancate! pertanto vi aspettiamo a braccia aperte! immagino che la vostra scelta sia stata difficoltosa e sicuramente molto meditata ma comunque vada avete fatto una bellissima esperienza che molti/e di noi non faranno mai! sigh!

    Un abbraccio e a presto
    Vale

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  2. Ciao Ric, ciao Dede, rispondo dopo un altro/a Vale e anche io stavo proprio parlando di voi ieri al pranzo
    del 1 maggio chiedendomi cosa aveste deciso di fare. Complimenti per la sincerità e per la capacità di mettervi in discussione che avete avuto e mantenuto, capisco la difficioltà di razionalizzare e decidere lucidamente. A pesto allora e io non vedo l'ora di vedere altre foto. Oltre all'esperienza e alla lingua imparata, credo la natura e il paesaggio siano stati impagabili.
    Un grande abbraccio. Valeria

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  3. ciao carissimi penso che avete fatto la scelta giusta e la condivido completamente. questi giorni guardando una trasmissioni su quel paese subito l'odiato di bruto penso che il mediterraneo e bellissimo Ric,sei andato alla fin del mondo
    bene tornati non c'e niente di male che uno torna a casa sua ciao

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  4. Grazie a tutti, siamo cmq contenti di rivedervi tutti. a presto

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