Le settimane cominciano a scorrere con un ritmo sempre più costante. Dede va a scuola dal lunedì al venerdì, io lavoro due giorni interi a settimana, il lunedì ed il venerdì, mentre il martedì, il mercoledì e giovedì sono riuscito per il momento ad occuparli con la scuola di lingue e le lezioni private.
Ci alziamo la mattina molto presto, verso le 6, facciamo una colazione veloce e ci prepariamo per uscire. Quando vado in gelateria esco per primo e corro verso la fermata dell'autobus che mi porta nella City, dove poi salgo sul secondo mezzo, il 324 o il 325, in direzione Watson Bay. Il bus attraversa diversi quartieri, lungo tutto il litorale che costeggia l'enorme foce ad estuario del fiume Paramatta, dove un tranquillo specchio d'acqua bagna e si insinua nelle numerosissime insenature della città, prima di aprirsi al freddo ed immenso blu dell'Oceano Pacifico. E' tra queste insenature che la prima flotta di convitti trovò riparo, è in una di queste baie, chiamata Sydney cove, che sorse il primo nucleo abitato dell'odierna città, dove ancora oggi si trova il quartiere più antico, storico e suggestivo della città.
Watson Bay è l'ultima fermata, l'ultima baia prima del grande blu, anzi è proprio l'ultimo lembo di terra che fa da argine alle correnti oceaniche e al vento perenne della costa, dando protezione all'intera città con la sua alta, suggestiva e notoria scogliera .
A quell'ora di mattina si vedono le persone che corrono e si recano a lavoro: prima uomini e donne distinti, ben vestiti e pronti per recarsi nei loro uffici nella City, successivamente il bus si riempie di studenti in uniforme, qui obbligatoria fino alle scuole superiori, e di lavoratori, in prevalenza filippini, che si recano nelle ville per svolgere le loro mansioni. Ogni tanto si intravede qualche turista mattutino, facilmente riconoscibile dal vestiario, visibilmente vacanziero ma più che altro dai numerosi oggetti che portano, come macchina fotografica, carte topografiche, etc... Tra questi, la maggioranza è americana e tedesca, ma ci sono anche degli italiani, sempre in coppie spesso prese in difficili trattative di mediazione tra le diverse mete da dover visitare.
In gelateria le cose non vanno benissimo. Il manager è visibilmente provato e sottopressione per gli scarsi risultati che sta ottenendo. Inoltre, la scorsa settimana ha ricevuto ben due richiami per le lamentele di due clienti: una riguardo la musica troppo alta, l'altra, ben più seria, per la scarsa igiene. Purtroppo si sta sempre incupendo e ieri ha commesso anche un errore, spedendo a tutto il personale del negozio, non solo la tabella riepilogativa dei nostri turni di lavoro settimanale, ma anche lo schema con tutti i nostri stipendi, compreso il suo, oltre ai suoi piani industriali per cercar di risalir la china.
I problemi sono diversi: siamo in tanti, molti sono under 16 anni, mancando quindi non tanto di esperienza ma spesso anche di maturità elementare per poter lavorare in un posto come una gelateria, lavoriamo tutti due tre giorni la settimana. All'inizio pensavo che fossi solo io ad avere così poche ore, poi mi sono reso conto che questa è una situazione generalizzata e non solo nella gelateria. Infatti anche nel bar dove avevo lavorato all'inizio c'erano diversi dipendenti e tutti avevano al massimo due tre turni e di conseguenza tutti avevano anche due o tre lavori. E' infatti un'abitudine loro quella di assumere del personale non per tutta la settimana, ma solo per qualche giorno. Anche tra gli stessi lavoratori dipendenti è abitudinario possedere 4 o 5 lavori contemporaneamente.
Sabato invece abbiamo fatto i turisti, attraversando tutto l'Anzac Bridge, ci siamo recati a piedi nel centro storico, arrivando fino al più antico nucleo cittadino, proprio su Sydney Cove. E' un promontorio roccioso, su cui sorge un quartiere chiamato The Rock (La Rocca), e rappresenta ciò che rimane della vecchia Sydney ottocentesca, salvata alla furia distruttiva degli anni 60, quando cominciarono a radere al suolo tutte le vecchie costruzioni in pietra dell'epoca vittoriana per far posto ai grattacieli super moderni che oggi caratterizzano lo skyline della città. Infatti, entrando a The Rock, si ha quasi l'impressione di trovarsi improvvisamente in Europa, per la precisione in una Londra di duecento anni fa: vicoli stretti tipici dei quartieri popolari, palazzi in pietra, pub, hotel e locande. Tra queste c'è anche il più vecchio Pub-hotel della città, (1837), in un grazioso palazzo d'epoca.
Continua...
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