Odissea, Libro I
'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'
'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I
'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I
venerdì 27 luglio 2012
Auckland: a Forest-Town!
Partiamo dalle foto! Quella che vedete, non è affatto una foresta ma è un mini parco situato su un versante della collina su cui si trovano le università e alcuni musei neozelandesi. Il prato verde e soffice scende giù fino ai piedi del rilievo dove dimorano questi alberi tropicali che crescono solo a nord del paese, grazie al clima particolarmente favorevole.
Auckland si sviluppa su una striscia di territorio collinoso, che separa il mar di Tasman dal Pacifico; è letteralmente spalmata, poiché il milione di abitanti, eccetto nella zona centrale, non vive in condominii, neanche nei quartieri più malfamati. Sono quasi tutte case in legno su modello inglese coloniale, con il giardino dietro e davanti, con un piccolo porticato coperto su cui poggiano delle sedie e tavolini tondi. Sono però case umidissime e fredde, senza riscaldamento, poiché i neozelandesi non conoscono il gas; l'unica cosa che hanno, sono delle stufette elettriche che succhiano un sacco di elettricità.
A veder dalle foto, sembrerebbe estate o quanto meno primavera, in realtà, come dicono gli stessi kiwis, "4 seasons in 1 day". Così funziona: puoi uscire con il sole e ritrovarti all'improvviso con la pioggia, per poi ritrovarti al sole nuovamente, ma quando ci sono i giorni piovosi, può durare anche per 3-4 giorni consecutivi, con una pioggerellina fitta ma leggera e fine al punto tale che le gocce d'acqua possono veleggiare nell'aria. Ma la temperatura non è mai troppo fredda, anche nelle giornate peggiori, quando il vento e la pioggia si incontrano rendendo l'ombrello uno strumento totalmente inutile.
Grazie a questo clima, la New Zealand è una terra verde e rigogliosa e ciò lo si può vedere anche nella sua metropoli, Auckland, dove la natura sembra in equilibrio con le costruzioni dell'uomo. Se dovessi pensare ad un'immagine potente per darvi l'idea, ai nostri occhi di italiani Auckland potrebbe sembrare una città costruita in un bosco, compenetrata nella natura. Dall'alto delle colline si possono osservare le strade costeggiate dal verde e da filari di case in legno affiancate da prati e alberi, uno dietro l'altro come le perle di una collana, fino a quando incontrano il blu del mare. In molti quartieri i kiwis si coltivano nei propri giardini gli ortaggi, la verdura e gli alberi da frutta, un po' per sopperire ai prezzi altissimi di questi prodotti nei supermercati, un po' per il suo strano stile di vita, urbano e agreste allo medesimo tempo.
Ma veniamo a quel che abbiamo fatto tra giovedì e venerdì: siamo stati a cenare in un ristorante italiano e abbiamo avuto l'occasione di parlare con il gestore del posto che ci ha dato un po' di speranze anche se ha confermato fondamentalmente le notizie fornite da Sandra. A suo dir, il ristorante più antico di Auckland è del 1996, poiché normalmente gli altri aprono e chiudono nel giro di tre anni. Perché? difficile a dirlo: gli affitti, il personale, il fatto che sono pochi i kiwis che se lo possono permettere, ma anche perché c'è molta concorrenza. Di ristoranti italiani ne avremmo visti a bizzeffe, una per ogni regione.
Speranza ce l'ha data anche una studentessa francese che abbiamo incontrato all'ostello, Nadine, che ci ha raccontato di due europei più grandi di noi che son riusciti a trovare un panettieri che li ha sponsorizzati ai fini del visto lavorativo. I giovani possono avere il visto work and holiday che da loro il diritto di lavorare, ma solo per tre mesi e spesso a molti datori di lavoro questo non va bene, perché non fanno a tempo ad istruire qualcuno che se ne deve subito andare. Noi speriamo in questo, perché se ci sponsorizzano, noi possiamo lavorare per quanto vogliamo. Ma non sarà facile trovare qualcuno.
Ieri pomeriggio invece siamo stati a trovare il Caseificio di Massimiliano, un ragazzo pugliese che, non avendo più stimoli in Italia, si è trasferito in New Zealand a far formaggi, mozzarelle e burrate. Gli abbiamo chiesto lavoro e ci ha risposto che al momento non può, ma lui e la sua amica ci hanno dato molti consigli ed è nata una simpatia, difatti ci hanno invitato a cena una sera della la prossima settimana.
Oggi siamo nella casa nuova, da cui vi scriviamo, davanti a me c'è un bel giardino di poco più di 100 mq, con un alberello di limoni, altri due che non conosco e due belle palme alte. Da lontano si sente anche il rumore di una tangenziale ma le macchine si intravedono appena tra la vegetazione che corre ai bordi della motorway. Oggi dobbiamo ancora decidere cosa fare, ma stasera abbiamo amici a cena.
P.S.: ah, scordavo, alla fine abbiamo optato per il noleggio di una toyota a 19 $ al giorno per un mese. Se dovessimo trovare lavoro, magari ci compreremo
una macchina, ma al momento è meglio non rischiare acquistando uno scassone a 2000$.
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