Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

giovedì 17 maggio 2012

Cambiare casa è ...


Cambiare casa segna sempre un passaggio nella vita, anche per chi come noi ne ha cambiate parecchie.
In modo particolare ciò è ancora più vero per la nostra ultima residenza che non nominerò nemmeno, per esorcizzare il suo carico di problemi, tanto hanno segnato la nostra vita.
Non è stato facile, più che ad un parto lo paragonerei ad una amputazione di un arto putrefatto.
L’esperienza ci ha permesso di vivere uno spaccato di umanità profonda della città che fu meneghina. Detto per inciso, esperienza che sarebbe stato meglio evitarsi. Potremmo dire il ‘ventre’ di Milano, un’umanità che vive al sole ma in gran parte nell’ombra, anzi al buio della notte: figure diverse, mestieri disparati, tanti uomini, e poche donne, da vari angoli del pianeta.
Un’esperienza degna dei letterati naturalisti francesi del ‘800 o degli impressionisti.
Regolari ed irregolari, clandestini e cittadini, gente plurischedata sotto mille nomi e nazionalità, ma senza che nessuna di esse sia vera.
Muratori e manovali, sfruttati e sfruttatori di connazionali e di fratelli, proprietari di case con 14 persone e proprietari di un cazzo, neanche del letto in cui dormivano.
Musicisti e puttane, ballerini di successo e travestiti alcolizzati e sfiniti dalle droghe, professionisti della solidarietà e professionisti del furto, commercianti mussoliniani di elettrodomestici e commercianti di droghe, ‘normali e folli’ e tra questi anche noi: un anarcoscoglionato ma ancora speranzoso, una donna luminosa, vera cittadina del mondo, e un ragazzo in cerca della sua strada.
Ognuno di noi ha molta strada ancora da percorrere, nuove terre da scoprire e, anche se per due di noi la primavera è già passata, c'è una vita ancora da reinventare.
Noi partiamo, ci lasciamo tutto ciò alle spalle, guardando al futuro.
Ma l’umanità conosciuta e vissuta ce la porteremo dietro con noi, perché fa parte di noi e vivrà con noi.
‘ffanculo all’umanità! W l’umanità!

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