Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

sabato 19 gennaio 2013

L'incoerenza

Giorgio: viva l'incoerenza! viva la contraddizione! viva l'errore!
Marco: ma va, cosa stai dicendo?! come puoi esaltare l'incoerenza?! Giorgio, non è da te!
Giorgio: si, Marco, ti dico proprio viva l'incoerenza. So che l'incoerenza può sembrare, e sicuramente lo è, negativa, ma se la coerenza è il tentativo integrale, totale di vivere secondo i propri principi, io penso che forse sia meno pericolosa l'incoerenza fallace, contraddittoria, piuttosto che la coerenza assoluta.
Marco: sinceramente non ti capisco, cosa stai dicendo?! Mi vuoi dire che una persona che cerca di comportarsi secondo i principi ideali o morali in cui crede, fa peggio di uno che invece nel suo operato, nella sua vita pratica contraddice questi principi? Mi dispiace, ma non sono d'accordo!
Giorgio: Non mi fraintendere, non sto dicendo che mi piace chi "predica bene e razzola male", ma prova a pensare. La coerenza totale, quella al 100%, è una coerenza che arriva a non perdonarti nulla, è quella che non transige nessun errore, nessun cedimento, è quella che giudica. E passare da una coerenza al 100% ad una al 1000% il passo è breve! Voglio dire, se sei severo con te stesso, da non perdonarti nulla, è ovvio che lo sarai anche con gli altri, e a quel punto è fatta. La tua tensione alla coerenza assoluta diventa prima intransigenza e poi intolleranza piena. E amico mio, io la temo questa coerenza!
Marco: vabbe Giorgio, posso anche capire il tuo punto di vista, ma mi sembra un po' eccessivo! cioè mi sembra che anche tu stia estremizzando un po' troppo il tuo ragionamento. Attenzione a non cadere nello stesso errore. Si può e si deve essere coerenti, consapevoli del fatto che siamo esseri umani, che possiamo sbagliare, che è naturale sbagliare! Ma questo non vuol dire non cercare, non tendere alla coerenza con i propri principi.
Poi è ovvio che dipende dai principi, perché se parliamo di principi umanitari, è un conto, se invece uno è convinto della superiorità di una razza o di un genere, o stronzate del genere, allora è un altro discorso.
Ripeto, si può e si deve essere coerenti e allo stesso tempo, bisogna essere consapevoli che sbagliare è umano, che la coerenza è solo un orizzonte a cui tendere, che non esiste la coerenza al 100%. Ed inoltre è necessario essere consapevoli che il nostro è solo un punto di vista, che ciò che è giusto per me, non è detto che lo sia per te.
Giorgio: bellissimo Marco, bellissimo e sono d'accordo con te, credimi, non sto scherzando. Solo che converrai con me che questa consapevolezza di cui tu parli, non è così diffusa e non perché la gente è tutta stupida mentre noi siamo intelligenti, ma perché non è veramente semplice acquisire questa consapevolezza e praticarla tutti i giorni. E' più facile e immediata l'intolleranza, la diffidenza, il rifiuto e così via...
Marco: ok, ok, comunque dobbiamo tenderci e fare di tutto per diffondere la coerenza unita alla tolleranza e meglio ancora sarebbe se tutto ciò potesse sfociare nella voglia di contaminazione e confronto. Non credi?!
Giorgio: Giusto, sono d'accordo. Solo che è lunga amico, lunga veramente, siamo più di 5 miliardi, e già se devo pensare alla vita di ogni individuo e al tempo che ci vuole per ognuno di noi per cercare questa consapevolezza, mi viene il mal di testa. Se poi lo devo moltiplicare per i 5 miliardi di persone che siamo e per tutte le generazioni che dovranno venire... Apriti cielo!
Forse, allora, io dico, mentre tendiamo alla coerenza, mentre cerchiamo la consapevolezza, forse possiamo guardare con occhi diversi all'incoerenza. Perché questa è diffusa, popolare, spontanea, immediata. E alcune volte è talmente potente da creare crepe, fessure e in alcuni casi anche cambiamenti. Crea zone d'ombra, aree di complicità che in termini sociali, cioè superata la sfera puramente individuale per entrare in quella sociale, significa spazi di manovra, spazi di libertà! Certo non sarà la Libertà con la L maiuscola, quella che è frutto dell'albero della conoscenza e della consapevolezza. Ma è pur sempre libertà! è quella che può garantire a chi non è garantito, di vivere comunque in qualche modo, è quella che permette di incontrarsi e parlarsi a quelli che non potrebbero incontrarsi e parlarsi, è quella che può smussare gli angoli, che può convincere anche gli irriducibili, proprio perché non si erge di fronte a noi in tutta la sua coerenza.
Quindi, mentre cerchiamo di vivere giustamente secondo i nostri principi, e giustamente condanniamo ciò che ci sembra sbagliato, ciò che ci sembra semplicemente Male, dobbiamo allo stesso tempo saper apprezzare le nostre debolezze e accettare con benevolenza quelle degli altri, il più possibile...
Marco: vabbe Giorgio, marò che pipponi che ti fai, allora facciamo così "viva l'incoerenza solo in alcuni casi" diciamo quando ci sta simpatica e non è troppa, ok?

5 commenti:

  1. dopo la lettura del dialogo sulla coerenza e l'incoerenza, mi viene alla mente un detto che sento di dover qui ricordare: "..quando non sai dove andare, fermati !

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  2. "Chi parte, sa da cosa fugge, ma non sa cosa cerca!"

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  3. mi pare di risentire il dialogo fra Lello Arena e Massimo Troise in ..'ricomincio da tre': .....Chi parte, sa da cosa fugge, ma non sa cosa cerca!".......

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  4. essere incoerenti non equivale ad essere coerenti, nel momento in cui ci si dichiara incoerenti?

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  5. Giorgio: ok, lo ammetto, stavo scherzando!!

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