Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

giovedì 3 gennaio 2013

Capodanno senza freni

Mentre il Natale non ci azzecca proprio niente con l'estate, devo dire che il capodanno ci calza a pennello. L'atmosfera euforica che di solito si forma intorno a questo evento si intreccia con il clima solare, i corpi nudi e liberi delle persone, il mare scintillante e sopratutto con il clima vacanziero.
Solo che a Sydney l'euforia, mano a mano che ci avvicina la sera, diventa sempre più ebrezza che, montando come la panna, si tramuta in esaltazione vera e propria, grazie ad un potente carburante: l'alcool.
Le strade si riempiono di giovani che si radunano per andare ai vari party pubblici o privati disseminati per la città, tutti rigorosamente a pagamento e veramente cari. Bondi beach è diventata per l'occasione una vera e propria discoteca transennata, affollata e circondata da un mare di gioventù ubriaca.
Non è difficile incontrare gruppi di persone che ti salutano urlando, augurandoti buon anno, chiamandoti 'Mate' che vorrebbe dire compagno (non in senso politico). E all'inizio rimani un po' perplesso perché non te l'aspetti, li vedi sempre così riservati e infastiditi da qualsiasi manifestazione di esuberanza, che non riesci a capire cosa stia accadendo. Dopodiché realizzi che i freni inibitori sono stati frantumati da fiumi di alcool e inizi a percepire che questa esaltazione, questi gruppi di ragazzi che si muovono come branchi per le strade, possono essere anche un po' pericolosi. Lo percepisci anche perché vedi in ogni angolo della strada pattuglie, camionette, fuori strada della polizia, che piombano all'improvviso su  qualsiasi caso che a loro sembra sospetto. Ed è quello proprio che abbiamo sperimentato e visto la sera quando siamo usciti dopo cena, per raggiungere un punto alto della città che ci permettesse di vedere almeno da lontano lo spettacolo pirotecnico.
Anche se ho passato 9 ore a lavoro, sono riuscito ad ottenere un turno che mi lasciasse libera la serata, in modo tale da permettermi di raggiungere Dede a casa di Stefania e Alex per cenare assieme e festeggiare la fine del 2012 e l'inizio dell'anno nuovo.
Il nostro obiettivo era quello di andare a vedere i fuochi d'artifici di Sydney, famosi in tutto il mondo per la loro spettacolarità, ma la City era totalmente blindata, presidiata, chiusa al traffico e resa inagibile dalla presenza di un milione di persone che si accalcano usualmente dal primo pomeriggio nei pressi dell'Harbour Bridge. Marc, il mio store manager, ha lavorato proprio lì lo scorso 31 dicembre e mi ha detto che la calca è così intensa che le persone in certi punti possono tirare su i piedi.
Così ci siamo fatti una passeggiata tra la folla euforica, i ragazzi ubriachi marci e la polizia che saltava addosso ai quelli che individuavano come pericolosi. Non so come facessero, perché a me la strada sembrava completamente fuori controllo, ma evidentemente loro ci sono abituati.
Quel che bisogna fare è cercare di evitare i gruppi più esuberanti e andare avanti. A me personalmente è capitato di essere stato aggredito verbalmente da tre ragazzotti ubriachi proprio sull'autobus che mi portava a casa dei nostri amici. E' bastato uno sguardo e si sono accesi come fiammiferi: "che cazzo guardi, fottuto europeo, questo è un autobus australiano, scendi, vattene..." Non mi hanno toccato, ma hanno cercato in tutti i modi la rissa, perché si sono avvicinati, mettendomi la loro faccia rossa e rabbiosa a pochi millimetri dalla mia. Io ovviamente non mi sono mosso e non ho reagito, anzi ho chiesto l'intervento dell'autista che invece se n'è visto bene dall'intervenire. Così sono dovuto scendere poche fermate prima del previsto, per evitare di rovinarmi il capodanno e la mia permanenza in Australia.
A parte questo piccolo incedente, la serata è però poi trascorsa piacevolmente finalmente in compagnia di amici e non da soli come a natale e questo ci ha fatto molto piacere.
Come è vero che la condivisione è come zucchero nel caffè.

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