Odissea, Libro I

'Many were the men whose cities he saw and whose mind he learned'

'Di molte genti vide le città e la lor indol conobbe'
Odissea Libro I

mercoledì 16 gennaio 2013

In apnea

Due settimane sono passate dall'ultimo post e molte cose sono accadute e alcune di queste così importanti da avermi preso a tal punto da non aver avuto più tempo da dedicare al diario.
Ma cerchiamo di fare ordine...
Innanzitutto la casa: vi ricordate quello che vi avevo scritto a proposito delle due fanciulle che abitano la casa o per essere più preciso quello che una delle due, Gemma, ci aveva riferito proprio il nostro primo giorno?
Beh, problemi li stiamo avendo, ma le cose stanno andando un po' diversamente. In realtà l'altra ragazza è molto tranquilla, non disturba, fino ad ora è stata corretta e soprattutto non trafuga né cibo né alcolici.
In realtà i problemi sono arrivati proprio da quella che aveva parlato. La signorina, oltre a mangiare il cibo degli altri, ci sta tirando un colpo basso. In questa casa esiste la regola che chi se ne va, deve cercarsi il sostituto e riprendersi la caparra. La settimana scorsa, un po' preoccupato dal fatto che non vedevo nessuno arrivare a vedere la sua stanza, chiedo chiarimenti a Natalie su cosa accadrebbe se Gemma non dovesse trovare nessuno prima del giorno del suo trasferimento. Lei ci ha risposto che l'altra si sarebbe dovuta accollare comunque l'affitto, ma dopo un paio di domande di chiarimento da parte nostra riguardo al contratto, ha cominciato a cambiare espressioni del viso, passando da un'espressione serena e certa ad una che esprimeva benissimo la realizzazione di essere stata incastrata.
A quel punto ho parlato con la diretta interessata e la tipa ha prima confermato con aria alquanto scocciata che avrebbe dovuto pagare doppio affitto, successivamente, per la precisione a due giorni dal suo trasloco, dato che i due unici pretendenti alla stanza si sono ritirati, con aria stizzita mi ha comunicato che non ha la minima intenzione di cacciare un dollaro per pagare l'affitto, perché tanto non c'è il suo nome sul contratto.
Speriamo che le cose si mettano per il meglio...
Ma ovviamente non c'è solo questo. Una settimana fa, ho mandato gli auguri di buon anno ad una scuola pubblica che organizza corsi di italiano per adulti e a cui avevo mandato una proposta circa un corso sull'Inferno di Dante. La preside di questa scuola, a suo tempo, mi aveva chiamato, essendo interessata all'idea, ma mi aveva anche detto che eventualmente il corso sarebbe stato a Febbraio, quando qui riprendono le scuole, e solo se ci fossero stati più di 4 iscritti. Insomma per farla breve, la preside ha risposto al mio messaggio e mi ha comunicato che ci sono già 6 iscritti e che il corso inizierà il 5 febbraio. Non potete immaginare la mia contentezza! Così sono oramai una settimana e più che sto scrivendo per i miei studenti un libro interattivo (da usare con il touch screen) in cui ho selezionato alcuni versi della Divina Commedia, corredandoli con parafrasi, spiegazioni, esercizi, glossari, carte storiche, ma soprattutto con le suggestive immagini di Gustavo Dorè. Ovviamente il corso è per studenti che hanno un livello come minimo intermedio, altrimenti sarebbe impossibile. Così, anche con l'aiuto di mia madre che fa la correttrice di bozze, ci sto lavorando tutti i giorni in cui sono libero.
Ma non è tutto, in realtà la vera notizia è un'altra, ma prima di raccontarvela, è necessario fare una premessa. Sono oramai 6 mesi che siamo partiti dall'Italia e 4 che viviamo e lavoriamo in Australia. Abbiamo avuto occasione di metterci alla prova, affrontando le difficoltà burocratiche legate ai permessi di soggiorno, abbiamo in parte sondato il mercato del lavoro, iniziando a lavorare entrambi, abbiamo anche già cambiato diverse dimore. Insomma abbiamo accumulato quel numero di esperienze sufficienti per fare un primo bilancio. E lo avevamo cominciato a fare...
Quello che abbiamo capito è che per potersi inserire in questo paese, ottenendo il giusto visto, un lavoro che dia delle soddisfazioni e una casa nostra, ci vogliono almeno 3 anni. L'Australia, e Sydney in particolare, strabocca di offerte di lavoro, anche discretamente pagate, ma sono in gran parte lavori super-precari e spesso faticosi, quindi per poter trovare il mestiere che ti possa in parte realizzare, ci vuole del tempo e non è detto che ci si riesca. Nella fattispecie, se devo pensare al mio lavoro, ho per esempio conosciuto una signora fiorentina, arrivata qui 30 anni or sono, con marito australiano, quindi senza difficoltà di documenti, che esercita da lungo tempo la professione di insegnante di italiano nelle scuole secondarie. Il problema è che lavora solo come supplente sulle malattie e maternità, perché qui la scuola pubblica non funziona e si lavora solo nelle private, in gran parte cattoliche, dove devi essere capace di piacere al Preside, altrimenti nisba!
Ovviamente è solo un esempio, ma pur sempre significativo. Quel che voglio dire è che le possibilità ci sono per inserirsi e magari anche per trovare qualcosa di buono, ma ci vuole tempo e non poco, tempo in cui bisogna rimboccarsi le maniche anche a fare lavori duri e non proprio gratificanti e noi, in particolare Dede, abbiamo già dato. Quando eravamo più giovani abbiamo fatto i nostri lavoretti di fatica, precari, con le agenzie interinali, ma adesso siamo arrivati ad un punto in cui vogliamo andare avanti e non tornare indietro. Insomma il senso dovrebbe essere questo: cambiamento sì, ma per migliorare non per peggiorare.
Mentre eravamo già convinti e con la testa proiettata sul nostro rientro in Italia, è arrivata la Proposta.
E si, scrivo Proposta con la P maiuscola, perché sto parlando della Proposta che tutti gli immigrati in Australia aspettano con grande ansia. Cioè lo sponsor! La titolare di Dede le ha chiesto di rimanere, le ha detto, in verità in modo un po' fugace, che vorrebbe sponsorizzarla e le ha lasciato il compito di informarsi su come funziona. Per chi non sa cosa sia lo sponsor, mi basta dirvi che è l'unico modo per poter avere un permesso di lavoro e di residenza in Australia attraverso il lavoro. Siete rimasti a bocca aperta?
Ecco, noi di più! Un po' come Fantozzi quando ricevette i biglietti gratis del circo e doveva decidere se andare oppure no. Vi ricordate? Aveva preso una finta malattia per la prima volta nella sua vita, non andando a lavoro e se fosse andato al circo, avrebbe rischiato di essere scoperto e quindi punito. Rimase per tutta la notte sollevato sul letto con i biglietti in mano, in totale apnea a pensare sul da farsi. Ecco una cosa del genere io e Dede, ma non per una notte!

3 commenti:

  1. Le persone non sono quelle che dicono ma sono quelle .."come si comportano"!!!!

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  2. Ciao Ric, ho letto ora della Proposta a Dede!!!!come si sta evolvendo la situazione? siete già riusciti a trovare informazioni? si, la faccenda sponsor l'hanno ventilata anche in italia...un abbraccio grande a tutti e due. Valeria

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  3. Ciao Vale, stiamo raccogliendo informazioni sulle condizioni, pare che dede sia incatenata a quel lavoro per 4 anni, non può fare altri lavori, nn può fare doppio lavoro, se molla o se viene mollata, ha solo 28 gg di tempo per trovare qualcos'altro, poi via. quindi è tutta da ragionare...

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